Esegesi al Vangelo di Domenica 13 Maggio 2018 – p. Rinaldo Paganelli

INVIATI NEL MONDO

p. Rinaldo Paganelli

Il Padre attira il Figlio

Luca sottolinea che Gesù ascende al cielo non per potenza propria, ma perché lo attira a sé il Padre. Il grande ritorno del Figlio al Padre stabilisce con chiarezza la direzione della storia umana, e quindi la sorte di ogni persona e il senso di ogni progetto positivo. Gli apostoli sono ancora nell’ottica del regno di Israele. Ma Gerusalemme è il luogo dal quale il Regno di Dio si deve estendere fino ad abbracciare tutti i popoli della terra. La prospettiva, che emerge dal testo paolino, afferma che la vicenda di Gesù di Nazaret ci costringe ormai a pensare «in grande», secondo una misura altissima di speranza. Gesù è asceso al cielo «per riempire tutte le cose». Questo ci conferma che ogni realtà porta in sé una misteriosa predisposizione a far parte – e attivamente – del Regno dei cieli e che l’opera di Dio e del suo gruppetto di amici qui sulla terra è quello di «indirizzare» e di far convergere tutti e tutto nella direzione del Regno.

Un’uscita preparata

L’Ascensione del Signore Gesù è da Lui «preparata» dopo la Risurrezione, attraverso l’incontro con i discepoli, in cui si manifesta vivo, unito a loro, in cui parla «delle cose riguardanti il regno di Dio». Disceso sulla terra fino alle profondità degli inferi, ora risale al cielo per prendere possesso dell’intero universo. Egli instaura,con chi lo ha seguito, una nuova relazione di comunione profonda e gli annuncia la venuta del Consolatore. Questa Alleanza Nuova porta con sé cinque segni che distingueranno la presenza dei seguaci di Gesù nel mondo: «quelli che credono nel mio nome, cioè in virtù di quell’amore che unisce discepolo e maestro, scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti, berranno veleni, imporranno le mani». La memoria evangelica di Marco sembra guardare con disincantata fiducia al «gruppetto » di poche e povere persone alle quali è affidata una particolare consapevolezza e quindi una più diretta responsabilità morale di non smarrire questo orizzonte universale di bene e di bontà. Questi «mandati in tutto il mondo» sono delle povere persone. Ma questo, invece di spaventare, deve sedurci e rallegrarci. Il fatto cioè che la storia umana non debba continuare a puntare senza esiti positivi su persone in qualche modo «grandi».

Tutti artefici di vita nuova

I discepoli e tutti i credenti non saranno lontani dal male, lo attraverseranno, ne verranno a contatto, non ne saranno liberati, ma nel nome del Signore risorto, al male, sarà tolto potere. C’è una condizione però che soggiace all’opera del discepolo: la consapevolezza della chiamata, l’umiltà del cuore, la carità e l’unione attraverso il vincolo della pace. All’apice di questa realtà sta l’idea che il volto caotico della realtà della storia e del cosmo possa portare in sé il segreto di una prospettiva di comunione e di pace, non secondo gli schemi rigidi di una razionalità astratta né con le illusioni dei poteri mondani, ma per un movimento interno ad ogni coscienza, ad ogni cultura, ad ogni tradizione profonda. La prospettiva della speranza vera deve essere affidata a tutti, ma a cominciare proprio dagli ultimi. Se così fosse, si potrebbe pensare che la via nuova non sarà solo per degli eletti, ma di tutti e per tutti.

Il potere di Cristo esercitato nella Chiesa

Gesù che ha percorso la via dell’umiltà per arrivare alla gloria, con la sua ascensione proclama a tutti che soltanto con l’amore si può costruire l’unità del suo corpo che è la Chiesa. Non è quelloche gli uomini glorificano che conta, ma quello che Dio glorifica. Perché il potere di Dio non sia solo formale, i discepoli vengono mandati in missione. Se c’è un potere reale di Cristo sul mondo, questo potere viene esercitato concretamente nella Chiesa. Essa appartiene a Cristo e quanto più rimarrà fedele a Cristo, tanto più inserirà nel mondo la presenza del Cristo stesso. C’è una collaborazione tra il predicatore e Cristo stesso, l’opera di chi è mandato è anche opera di colui che lo manda, mentre l’evangelizzatore predica, è Cristo che agisce. Gesù accompagna la corsa della sua Parola con i segni che esprimono la potenza del suo Spirito, operante in coloro che pongono in Lui la loro fiducia. Concede loro di vincere le altre potenze e le forze del male in se stessi, e in ogni altra creatura liberata dalla schiavitù del peccato e della morte. Il Cristo seduto alla destra del Padre esercita effettivamente il suo potere nella Chiesa e, attraverso di lei, rigenera il mondo.

PER IL CONFRONTO NEL GRUPPO

  • Che fai per diffondere la Parola di Cristo Gesù?
  • Nel tuo gruppo che cambiamenti produce la Parola?

IN FAMIGLIA

C’è un reclamo costante di autenticità e di testimonianza.
Si è efficaci nelle proposte solo quando si è capaci di trovare il Cristo vivente, dove si costruisce un ambiente famigliare pieno d’amore.
Che vita nuova state costruendo nella vostra famiglia?

p. Rinaldo Paganelli

Tratto da: Stare nella domenica alla mensa della Parola, Anno B – ElleDiCi | Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
VII DOMENICA DI PASQUA – ASCENSIONE DEL SIGNORE – ANNO B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 13 Maggio 2018 anche qui.

Mc 16, 15-20
Dal Vangelo secondo Marco

15E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 19Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 20Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 13 – 19 Maggio 2018
  • Tempo di Pasqua VII
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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