La croce gloriosa
Non รจ la croce ad aver dato gloria a Gesรน, ma รจ Gesรน che ha vissuto anche la croce in modo da rendere questo strumento mortifero segno ed emblema di una vita offerta, spesa, perduta per amore; segno della gloria dellโamore, un amore vissuto โfino allโestremoโ.
Quando noi cristiani pensiamo alla croce, vediamo in essa soprattutto un legno che รจ strumento di esecuzione capitale, un supplizio che racconta tortura, sofferenza, morte. Questo, in effetti, รจ la croce della storia degli uomini, la croce che Cicerone e Tacito descrivono come โcrudelissimo supplizioโ, la croce di cui la Torah parla come luogo di morte riservato a chi รจ considerato nocivo per la societร umana, dunque un maledetto da Dio e dagli uomini (โMaledetto chi รจ appeso al legnoโ: Gal 3,13; cf. Dt 21,23).
Ebbene, dobbiamo confessare che nella storia tanti sono stati crocifissi, uccisi con violenza inaudita e sempre nuova, perchรฉ giudicati pericolosi per la societร da parte del potere religioso e politico, che in questi casi facilmente vanno a braccetto. Si pensi alla crocifissione inflitta agli schiavi dellโantichitร , alla tortura nelle carceri delle diverse comunitร politiche rette da ideologie e tiranniโฆ
Proprio per questo non sempre comprendiamo nella sua veritร la croce di Cristo: non รจ infatti la croce ad aver dato gloria a Gesรน, ma รจ Gesรน che ha vissuto anche la croce in modo da rendere questo strumento mortifero segno ed emblema di una vita offerta, spesa, perduta per amore, un amore vissuto โfino allโestremoโ (eis tรฉlos: Gv 13,1) nei confronti degli uomini, anche dei suoi carnefici.
Per far comprendere questa veritร ai cristiani e per non confinare la croce allโinterno di una visione dolorista, la chiesa ha sentito il bisogno di celebrarla anche in un giorno diverso dal venerdรฌ santo, al fine di raccontare la gloria che, grazie a essa, Gesรน ha mostrato: la gloria dellโamore. Cosรฌ nel IV secolo a Gerusalemme รจ sorta questa festa che la chiesa cattolica e quella ortodossa celebrano ancora oggi il 14 settembre: festa che, essendo solenne, prevale sulla 24aย domenica del tempo ordinario di questโanno.
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La croce gloriosa, la croce nella gloria: non uno strumento di morte puรฒ essere glorioso, ma ciรฒ che รจ diventato come simbolo, ciรฒ che Gesรน ha vissuto sulla croce deve essere visto e sentito come glorioso. โGloriaโ (kabod) รจ un termine che nellโAntico Testamento indica il peso, dunque la gloria di Dio รจ il suo peso nella storia, รจ la traccia della sua azione, del suo Regno. Gesรน, che ha accettato questo supplizio da parte dellโimpero totalitario romano istigato dal potere religioso giudaico, lo ha fatto mostrando tutta la sua gloria: gloria-peso del suo amore vissuto fino allโestremo. Sulla croce, certo, Gesรน umanamente appare un reietto, un riprovato, un condannato sofferente e impotente, ma in veritร egli mostra la gloria, il peso che Dio ha nella sua vita.
Quel Dio Padre che sembrava averlo abbandonato, in realtร , essendo obbedito nella sua volontร di amore da parte di Gesรน, mostra nella vita del Figlio tutta la sua gloria. Lโorribile croce diventa cosรฌ un segno luminoso; lโessere issato in alto, su un palo, racconta il regnare di Gesรน, esaltato da Dio (cf. anche Gv 8,28; 12,32-33); la corona di spine sul capo di Gesรน rivela la sua qualitร di Re che serve quellโumanitร che lo rifiuta; le sue ferite nelle mani, nei piedi e nel costato mostrano come Gesรน ha accolto la violenza, senza vendetta nรฉ rivalsa, interrompendo cosรฌ la catena dellโodio, dellโinimicizia, della violenza (cf. Is 53,5-6.12).
Per questo il quarto vangelo, il vangelo โaltroโ, che ha unโottica diversa dai sinottici, legge la passione di Gesรน come evento di gloria, legge la crocifissione come intronizzazione del Messia, legge le bestemmie dei presenti quali titoli che riconoscono la vera identitร di Gesรน: egli รจ โil re dei Giudeiโ (Gv 19,19), nome che viene scritto e proclamato in ebraico, greco e latino, le tre lingue dellโoikoumรฉne, le quali affermano dunque โil suo vero Nome che รจ al di sopra di ogni nomeโ (cf. Fil 2,9).
Non solo nei vangeli sinottici (cf. Mc 8,31 e par.; 9,31 e par.; 10,33-34 e par.), ma anche nel quarto vangelo la croce รจ stata profetizzata da Gesรน come โnecessitasโ in questo mondo ingiusto, in cui lโuomo giusto finisce per essere rifiutato, condannato e ucciso. Aveva infatti detto a Nicodemo che, come nel deserto era stato innalzato da Mosรจ un segno di salvezza per Israele (cf. Nm 21,4-9), cosรฌ sarebbe stato innalzato il Figlio dellโuomo, perchรฉ chiunque guardasse a lui con fede e invocazione potesse trovare la vita. E non aveva forse anche detto: โQuando sarรฒ innalzato da terra, attirerรฒ tutti a meโ (Gv 12,32)? Ecco chi รจ colui che attira: un uomo che si manifesta non come un superuomo, nella potenza e nel trionfo mondani, ma un uomo sfigurato e colpito dagli ingiusti (cf. Is 53,2-3) semplicemente perchรฉ egli รจ il solo giusto capace di dare la sua vita per gli altri.
La croce gloriosa di Gesรน รจ il segno di come Dio ci ha amati: suo Figlio รจ steso su un legno a braccia aperte, รจ un servo, รจ uno che ha offerto la vita e che vuole abbracciare tutti. Preghiamo dunque con fede:
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O croce,
su te Cristo ha trionfato
e la sua morte ha distrutto la morte.
Tu sei il vessillo del Re che viene,
e viene presto nella sua gloria!
Per gentile concessione dal blog di Enzo Bianchi.
