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don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 5 Febbraio 2025

“Un profeta non è disprezzato se non in patria”

Un’ affermazione, quella di Gesù, che è divenuta un espressione comune per indicare l’insorgere di difficoltà e di incomprensioni proprio tra le persone più vicine da cui ci si aspetta di essere, invece, compresi. Ma è importante collocare questa espressione di Gesù nel suo contesto, nella relazione di incredulità che Gesù percepiva verso la sua persona.

Chi lo circondava era scandalizzato dalle sue parole e dai suoi gesti e prodigi. Non riuscivano a vederlo come una ricchezza per il loro contesto culturale e sociale, ma ne avevano disprezzo. Gesù li pone davanti a se stessi, gli fa scoprire la loro chiusura, ma con un atteggiamento di grande carità perchè egli ha il desiderio di compiere il bene per loro.

Ma non riusciva a realizzarlo nella misura in cui lo desiderava, ma per quello che la loro incredulità rendeva possibile. Bello lo stile comunicativo di Gesù: non rinuncia alla verità, non rinuncia alla carità, ma armonizza l’una con l’altra.

La verità infatti, quando va comunicata, riesce più facile accoglierla se accompagnata dalla carità, e la carità quando va realizzata, è più facile compierla quando c’è verità nelle relazioni vissute insieme.

In breve

Gesù preferisce fare verità sulla relazione tra sè e i suoi conterranei, ma conservando la carità e la disposizione ad operare il bene. Quando la verità si comunica insieme alla carità diviene più facilmente accoglibile e credibile.

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