don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 24 Luglio 2023

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“Da te vogliamo vedere un segno”

Cresciamo con l’idea di dover dare dei segni, delle prove, delle dimostrazioni di quello che siamo e che siamo capaci di fare. Un segno che abbiamo studiato, un segno che abbiamo capito ciò che non andava fatto, un segno che amiamo qualcuno, un segno che siamo affidabili, competenti etc..

Assuefatti da questa logica, siamo propensi a dare fiducia solo a chi a sua volta è capace di offrirci prove altrettanto concrete. Gesù però rompe lo schema. Egli  non si nega di offrirci dei segni, di cui comunque la nostra natura umana ha bisogno, ma vuole aiutarci a fare un passo avanti. Gesù insegna che la fede non dipende dai segni. Anzi il segno senza la fede è ridotto a casualità, destino, ad una conseguenza fisica, ad un dato sociologico etc.. cioè a causalità non imputabili a Dio.

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Invece è la fede che è capace di cogliere nella realtà umana l’agire di Dio e di vedere la Sua presenza oltre la realtà stessa. Dunque se non c’è la fede non è necessario chiedere altri segni perché non saranno riconosciuti come tali. Per cominciare a vedere dei segni nella tua quotidianità devi cominciare a conoscere la Sacra Scrittura. È solo la Parola di Dio che ti può illuminare sul modo di leggere la realtà per vedere in essa l’agire di Dio.

Gesù infatti leggendo quanto gli accadrà in riferimento al profeta Giona, insegna a leggere il presente alla luce della Scrittura. Se non conosci la Scrittura infatti non puoi nutrire ed educare la tua fede e pertanto sarai cieco, incapace di vedere i segni dell’agire di Dio nella tua vita.

In breve

Non esiste altro modo per vedere i segni dell’agire di Dio nella tua vita, che la fede. Senza di essa anche i segni più evidenti si confondono con il destino, il caso, o come conseguenza di fenomeni fisici.

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