don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2026

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Padre nostro

La quaresima è tempo di preghiera, ma la preghiera non è mai il tempo per sprecare parole verso Dio. La quaresima allora seve a ripulire la nostra preghiera da quegli aspetti troppo umani che l’appesantiscono e la rendono molto spesso astratta, vuota, dispersiva, retorica e sterile.

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Il Padre nostro ci insegna che la preghiera è la forma di comunicazione pià alta e pià pura perché è orientata a Dio che è nostro Padre. E la comunicazione con il Padre è diretta, semplice, umile e mite, arrendevole, confidente, carica di speranza, densa di amore, colma di fede.

Non si vanta del bene fatto, ma sa chiedere perdono del male compiuto. Non tiene in conto che direzione prende la propria vita e delle difficoltà del presente, ma si preoccupa di vivere il quotidiano della volontà di Dio. Se supplica, non cerca il proprio interesse ma per restare perseverante nel bene e nella prova.

E se guarda alla buona riuscita del cammino percorso è per aspirare alla ricompensa di Dio. Qual è lo stile della nostra preghiera?

In breve

Il Padre nostro non è solo una formula da recitare per rivolgersi a Dio. Ma è la forma di ogni nostra preghiera verso il Padre.

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