SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA – ANNO A – Is 60,1-6; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12
Provengono da lontano i Magi, stranieri, sapienti, ispirati da una stella, invitati ad adorare il Sapiente, il Creatore, il Redentore, è un invito speciale, e portano doni: oro, incenso e mirra. Solo l‘evangelista Matteo ci regala una delle pagine più interessanti dei vangeli dell’infanzia, l’Epifania del Signore, la sua manifestazione a tutto il mondo. Sapete cosa mi colpisce di più del viaggio dei Magi? Non solo la riverenza, non solo il cambiare strada quando Erode li vuole ingannare, non solo l’incontro con il Bambino, ma l’accettare con umiltà l’invito ad adorare il Signore. E non è poco! Chi è disposto ad adorare l’unico Dio e a buttare i tanti idoli che ingannano?
Il viaggio
Chi si mette in viaggio, lascia qualche sicurezza ma ha fiducia, pur rischiando qualcosa. Chi si mette in viaggio ha bisogno di trovare un senso, alla ricerca di un di più, accettando tutte le fatiche del cammino, dell’incomprensibile e sa che nell’avventura, ci saranno ostacoli e nemici, ma l’Incontro sarà più importante di ogni difficoltà. Chi si mette in viaggio si fida e si affida, il cammino rende sempre nuovi e ha bisogno di affidamento, non tanto dell’intelligenza, delle strategie, quanto della precarietà e della Provvidenza. I Magi “sono la testimonianza che anche chi non ha fede ed è apparentemente lontano può vivere un’attrazione nei confronti di Dio talmente tanto forte da cominciare una ricerca, un viaggio che alla fine li porterà inevitabilmente ai piedi di questo bambino” (LME). Siamo tutti in viaggio, e “dobbiamo essere disposti a oltrepassare tanti confini e molti equilibri raggiunti, pur di raggiungere quella pienezza che ancora ci manca. Infatti, dopo aver cercato, è necessario avere il coraggio di porre nuove domande pur di non arrestare il cammino” (PPP).
Incontro
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C’è un motivo scatenante dell’inizio di un viaggio, l’accoglienza di una intuizione, di una ispirazione, di una visione, di una parola, di un sogno. “Dio cammina a piedi”, diceva Gandhi. Chi si mette in viaggio è inquieto, uno slancio del cuore, come il viandante, in cerca di pezzi di cielo. I tre Magi, Gaspare, Baldassare e Melchiorre (ci dicono i vangeli apocrifi) sono i protagonisti di questa storia, frequentatori del mondo dell’invisibile, non hanno notizie certe ma si mettono in cammino, e lo fanno in compagnia. Un viaggio di notti e di giorni, di pazienza e di fedeltà, di tempi e di attesa. Il cammino non è solo fisico, ma anche interiore, un cammino che rende nuovi perché parla di un Incontro. “Questa è la magia del camminare, del sentirsi fiume, naviganti a cui i percorsi vanno incontro” (FF).
Benedizione
Siamo tutti in viaggio, la vita è un viaggio, e il viaggio ti mette in discussione, bisogna accettare un vuoto in noi, diceva Simone Weil che è una cosa sovrannaturale”, e sopratutto occorre essere umili, sapendo che l’umiltà viene dal sapere esattamente il nostro posto nel mondo, “sapendo che siamo impotenti e ci rende essenziali e senza pretese” (LV). Bisogna lasciarsi scomodare e mettersi in viaggio. Noi siamo venuti nel mondo e dal momento della nostra nascita siamo in viaggio non verso una meta imprecisa, la destinazione finale è il Paradiso, cantava un cantante: “destinazione Paradiso“. “Se senti di essere un viaggiatore sarai attento alle sfumature, ai dettagli e alla profondità del vivere. Il viaggio è sempre una benedizione, perché apre la mente, il cuore, apre la pelle. Il viaggio è garanzia della fatica di rimanere aperti. Allora viaggiate. Dentro e fuori di voi. Viaggiate con l’immaginazione e la fantasia, viaggiate a piedi o con qualsiasi mezzo, meglio se poco inquinante” (FF).
“La festa dell’Epifania porta a compimento la celebrazione del Natale ricordandoci che, attraverso la sua Incarnazione, Dio non è semplicemente apparso nella storia, ma si è manifestato, Il cammino dei Magi è senza dubbio una fonte perenne di stupore per ogni discepolo, ma anche una sfida a chiederci con quanta libertà interiore siamo disposti a rimetterci in cammino pur di incontrare e adorare il Dio fatto uomo” (PPP).
Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog
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Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. […]

