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don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 20 settembre 2026

La logica di Dio. “I miei pensieri non sono i vostri pensieri”, risponde Dio al profeta Isaia, e qui sta la spiegazione del comportamento del padrone della parabola del vangelo di oggi. Egli esce in differenti ore della giornata per assumere lavoratori e al tramonto dà a tutti la stessa paga.

Dove sta il problema? Quelli venuti prima si ribellano perché sostengono, secondo i loro calcoli e la loro misura, che il padrone sia stato “ingiusto”, usando verso tutti lo stesso merito. Non doveva pagare gli operati in maniera diversa? Tra invidia e contestazione della sua generosità, c’è la tentazione di misurare la nostra felicità in confronto agli altri. È’ la stessa invidia del fratello maggiore della parabola del figliol prodigo.

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Ci fa pensare a questa parabola, al fratello i che rinfacciava i suoi sacrifici al padre che faceva festa. «Perché tutta quell’eccedenza d’amore del padre verso un figlio che ha voluto perdersi? Siamo davanti a un problema di giustizia sindacale? La distanza tra i nostri pensieri e quelli di Dio si manifesta soprattutto quando misuriamo la grazia con i criteri della nostra giustizia.

Ho un ricordo personale. Mio papà, quando dava agli operai la paga, a chi aveva famiglia dava qualcosa in più, perché teneva conto di queste esigenze. Nella vita essere troppo “ragionieri” offre il contrasto tra la logica umana, basata su un calcolo matematico di merito e prestazione, e la logica di Dio, che supera la giustizia retributiva per abbracciare una misericordia capace di guardare prima di tutto al bisogno fondamentale di ogni persona. Il padrone della vigna non agisce come un semplice ragioniere, ma come un padre che desidera garantire dignità a tutti i suoi figli senza lasciare indietro nessuno.  

Un Dio che non si stanca di cercare. Il padrone esce più volte durante la giornata: all’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre e persino alle cinque del pomeriggio. Dio non si stanca di uscire. Dio va sempre alla ricerca della pecora smarrita. Non dice mai: “Ormai è troppo tardi”. Fino all’ultima ora continua a cercare qualcuno da chiamare nella sua vigna.

Ma il padrone della vigna vede ciò che gli altri non vedono. Vede persone che hanno ancora una possibilità, anche quando ormai manca soltanto un’ora al tramonto. Che bello pensare che il Signore ci ha trovati sulla piazza fin dall’inizio e non ci ha lasciati buttare via tanto tempo della nostra vita senza di lui. Ci pensiamo? Oggi siamo invitati a compiere un ulteriore passo in avanti nella nostra crescita personale. Imparare che l’amore a Dio porta ad accettare che i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri anzi: c’è un abisso tra i due modi di pensare! 

La gioia della chiamata. Gesù ricorda che seguirLo lungo la via della vita chiede la libertà di donarsi senza attendere nulla se non la gioia di essere stati resi partecipi della sua missione. Ciò che conta non è quanto guadagno, ma se nel mio agire sono stato degno o meno del vangelo. 

Ricordandoci che all’inizio della missione c’è il dono di una chiamataQuesta è la gioia“Gesù ci racconta di un Dio anche lui instancabile, ma nel cercare l’uomo, nel cercare perfino quelli che nessuno ha voluto, i perenni ritardatari, i malandati che non possono assicurare un lavoro impeccabile. Per Lui non esistono classifiche o tabelle di merito, per Lui c’è solo il dono di una ricompensa data non per merito, ma per puro, semplice e illimitato amore. Un amore da accogliere, non da guadagnare o meritare” (LV).

Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. []

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