Una giustizia sbilanciata
“Non è affatto giusto!”. Quello che ci chiede Gesù sembra davvero irrealizzabile. Come fare a superare la giustizia di chi, come scribi e farisei, osserva in maniera quasi maniacale ogni regola e ogni precetto, di chi è irreprensibile di fronte alla legge? Perché proporci una meta così alta, quando conosce benissimo le nostre fragilità, quando le nostre incoerenze e le innumerevoli trasgressioni sono così evidenti?
Se ci viene chiesto di superare la giustizia di chi, almeno formalmente, rispetta tutte le regole è perché Gesù sa meglio di noi che osservare le norme non basta per compiere davvero il bene. “Fatta la legge, trovato l’inganno”. I modi per agirare le regole sono tanti e in questo siamo diventati tutti molto esperti.
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È necessario andare oltre. Non è questione di quantità. Non di tratta di perfezionare l’osservanza e ridurre al minimo le trasgressioni, fino ad azzerarle. È in gioco la qualità della nostra giustizia.
Siamo chiamati a mettere da parte i calcoli, le misurazioni al millimetro, le valutazioni col bilancino, per scegliere una “giustizia sbilanciata”, capace di vivere l’amore senza misura, quello che continuamente custodisce, scusa, promuove l’altro; quello che non si stanca mai di fare il primo passo; quello che non bada a spese e non ha paura di condonare debiti, perché le regole e i principi non vengono mai prima delle persone.
