Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 6 aprile 2025, per bambini e ragazzi.
Il commento di don Tommaso si concentra sull’episodio evangelico in cui Gesù viene messo alla prova da scribi e farisei con una donna accusata di adulterio. La spiegazione sottolinea come Gesù smascheri l’ipocrisia degli accusatori invitandoli a considerare i propri peccati prima di giudicare gli altri.
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Don Tommaso evidenzia che Gesù non è venuto per condannare, ma per salvare, esortando la donna a non peccare più e invitando i giovani ad avvicinarsi alla fede per comprendere la misericordia divina e la possibilità di cambiamento.
Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.
Cari bambini, cari ragazzi. Eccoci di nuovo qui domenica prossima, sarà il 6 aprile, sarà la quinta domenica di Quaresima. Ascolteremo un Vangelo in cui Gesù è descritto nel suo insegnamento nel tempio. E mentre sta insegnando, vengono delle persone, ci sono gli scribi, i Farisei, gli portano una donna che ha commesso un adulterio, cioè ha tradito l’amore, ha tradito l’amore all’interno del suo matrimonio o nel matrimonio di un’altra persona, quindi ha compiuto qualcosa di non bello, sicuramente.
E a partire da questa situazione, gli scribi e i Farisei vogliono fare un tranello a Gesù. Il tranello è questo: “Ecco, Mosè ha scritto di lapidare questo”, scritto nell’Antico Testamento, di lapidare donne che compiono questo questo peccato. E tra l’altro era un tranello anche perché già sembrerebbe che da molti secoli non si non si facesse più questa cosa, non si usasse più questo tipo di condanna a morte della lapidazione, una cosa bruttissima, uccidere tirando delle pietre, una cosa veramente molto molto molto brutta.
E Gesù però non cade in questo tranello, perché non è che vuole dire “sì”, e allora sembra una persona retrograda e cattiva. Non dice neppure “no”, per non dire allora “ecco, vedi, non rispetti la legge tu che dici che conosci la legge, conosci la parola di Dio contenuta nell’Antico Testamento e la metti in pratica e la insegni”. No, si mette a scrivere per terra e di fronte all’insistenza dice che chi è senza peccato getti per primo la pietra, può gettare per primo la pietra contro di lei. Però tutti devono ammettere di non essere senza peccato.
Quindi Gesù dice: “Guardate, il vero problema in questa situazione non è tanto che questa donna ha commesso un peccato“, cosa che Gesù non nega, non è che dice che ha fatto bene questa donna, “ma il vero problema è che voi ne state commettendo e ne avete commessi altri.” E allora è inutile che voi vi sentiate giusti e cerchiate di mettermi alla prova perché state facendo un errore, vi state contraddicendo, cioè venite con l’intenzione di mettermi alla prova in nome della giustizia, cioè fate un inganno per essere giusti, ma vi state sbagliando.
Ecco, allora questo ci insegna una cosa molto grande: che Gesù è colui che non è venuto per giudicare e per condannare, ma per salvare e che tutte le volte che noi abbiamo questo nervosismo, questa rabbia verso gli errori degli altri, forse non ci stiamo rendendo conto dei nostri. E anche che è inutile tante volte lamentarsi degli altri, perché Gesù invece ci invita a lasciare il male, non a rispondere al male con il male.
E allora qualcuno di voi potrebbe dire “vabbè, allora vuol dire che si può fare qualsiasi peccato senza pensarci tanto, Gesù perdona”. No, perché il peccato fa male, non solo a chi ne ha danno, ma anche a chi lo compie. E anche perché Gesù finisce questo Vangelo dicendo a questa donna che nessuno l’ha condannata e che d’ora in poi non avrebbe, non doveva peccare più.
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Questo ci sembra una cosa molto strana: “Ma com’è possibile?”. Ecco, avviciniamoci a Gesù per sapere com’è possibile non peccare più, avviciniamoci alla sua parola per scoprire di più come possiamo fare a essere più fedeli a lui, avviciniamoci alla vita della Chiesa, alla preghiera, alla confessione per scoprire quanto è grande e quanto cambia il nostro cuore, la nostra vita, il potere della sua misericordia. Nessuno può dire a Gesù “ma tanto io non cambierò mai, tanto farò sempre gli stessi peccati”, che l’amore di Gesù è più forte di tutti i nostri limiti e di tutte le tentazioni che sentiamo. Ci vediamo presto.
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