Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 13 aprile 2025, per bambini e ragazzi.
Il commento di Tommaso Mazzucchi spiega ai bambini e ai ragazzi il significato della Domenica delle Palme. Si concentra sull’ingresso di Gesù a Gerusalemme, narrato nel Vangelo, e sul gesto della folla di agitare rami di palma in segno di gioia. Viene evidenziato come Gesù cavalchi un puledro mai sellato, simbolo della sua missione unica.
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Il messaggio centrale è l’importanza di servire Gesù, ascoltare la sua parola e annunciare la sua bontà, trovando vera gioia nel seguirlo come re e liberandosi dall’egoismo. La Settimana Santa imminente è presentata come un’opportunità per stare con Gesù attraverso la preghiera e l’ascolto.
Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.
Cari bambini, cari ragazzi, eccoci qua. Domenica prossima, il 13 aprile, sarà la domenica delle Palme e della passione del Signore.
Per tutti coloro che parteciperanno alla messa in cui c’è anche la processione, all’inizio della messa e prima della processione ci sarà un vangelo in cui si narrano gli eventi che hanno portato Gesù ad entrare a Gerusalemme. Infatti, si chiama domenica delle Palme proprio per questo, perché i vangeli narrano che mentre Gesù entrava in Gerusalemme, le folle esprimevano la loro gioia agitando dei rami di palma o di altri alberi.
Questo Vangelo di quest’anno viene sottolineato dal fatto che Gesù sale su un puledro. Questo puledro è legato e su di esso non è mai salito nessuno; quindi, per fare questa missione molto importante di portare Gesù, deve essere slegato. E poi è importante che Gesù ci salga sopra, ecco perché possa svolgere questa missione importante, diremmo storica, di portare Gesù.
Anche noi siamo veramente noi stessi e siamo felici quando serviamo Gesù, quando siamo a suo servizio, quando sappiamo ascoltare e obbedire alla sua parola con amore, quando ci rendiamo conto che la cosa più importante che possiamo fare è più che portare le nostre parole, idee, le nostre ragioni o il fatto che vogliamo che gli altri ci facciano giustizia così come vogliamo noi; è molto più importante che noi possiamo annunciare a tutti che Gesù è buono con noi, vivere una vita aiutando il prossimo perché sappiamo che il Signore ci ha aiutato già in tanti modi, poter vivere una vita nella quale noi riconosciamo che Gesù è il nostro re, nel senso che è giusto dare a lui importanza, dargli il nostro tempo, vivere la nostra vita secondo il Vangelo perché questo ci farà più felici.
E quando invece il nostro re non è Gesù ma sono i nostri desideri, le nostre voglie del momento, noi è un po’ come se non siamo liberi perché alla fine, diciamo, siamo schiavi un po’ di noi stessi e dei nostri peccati, delle nostre tentazioni, così come questo puledro che era rimasto legato.
Allora, la buona notizia è che Gesù ci vuole liberare da tutte le forme di egoismo e di tristezza che vengono dall’essere chiusi in noi stessi per farci vivere una vita insieme con lui in cui noi possiamo essere contenti e tanti altri possono essere contenti perché noi portiamo questo annuncio di Gesù che ama tutti, di lui che è risorto. E anche queste opere possiamo fare per gli altri proprio perché è Gesù che ci dà la forza, lui che ci ama tanto e che ci darà in questa settimana santa che sta per arrivare tante occasioni per stare insieme con lui per ascoltarlo e pregarlo.
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Ci vediamo presto.
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