MA IO VI DICO…
Matteo 5,17-37 – VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)
Nelle prime righe di questo impegnativo brano evangelico, Gesù dichiara solennemente di non essere venuto ad abolire nulla della legge antica. Lo sappiamo bene: la sua missione è dare compimento. Ma, leggendo il testo con calma, ci troviamo davanti a una contraddizione apparente.
Il Maestro, infatti, ripete più volte: «Avete inteso che fu detto… ma io vi dico…», lasciando trasparire una certa rottura con il passato. C’è un prima e un dopo. È innegabile: nulla, dopo Gesù, è rimasto uguale.
Proprio su questo punto dobbiamo concentrare la nostra attenzione. Gesù non abolisce la legge, ma ci chiama a entrare nel suo cuore pulsante.
Gesù dice: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli».
Cosa significa superare la giustizia degli scribi e dei farisei? Qual è il di più che Gesù chiede ai suoi discepoli?
Non si tratta certamente di un di più quantitativo, cioè rispettare un numero maggiore di precetti e prescrizioni. Il mondo giudaico aveva già una casistica articolatissima, composta da ben 613 precetti della legge – 248 come le ossa del corpo umano, più 365 come i giorni dell’anno. Fare di più sarebbe stato davvero impossibile!
Il di più che Gesù chiede ai suoi discepoli è decisamente qualitativo.
Cioè? Sette proposte concrete per te e la tua comunità.
- Lasciati guidare dallo Spirito e non dal «si è sempre fatto così».
- Apriti all’ascolto assiduo e sincero della Parola.
- Mettiti a mani vuote alla presenza del Risorto.
- Fa’ attenzione ai poveri, agli ultimi, agli abbandonati.
- Guarda le cose con gli occhi di Gesù.
- Fa’ meno cose, falle insieme, falle meglio e falle con gioia.
- Abbandona i pettegolezzi, le lamentele e le critiche inutili.
Provaci e fammi sapere!
Un abbraccio,
don Roberto Seregni
Don Roberto (prete missionario della Diocesi di Como) – Sito Web Fonte: il canale Telegram “Sulla Tua Parola“.
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