don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 30 marzo 2026

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Il profumo della tenerezza

Mancano appena sei giorni alla Pasqua nella quale Gesù avrebbe offerto sé stesso in sacrificio di soave odore e Maria, sorella di Lazzaro, compie inaspettatamente un gesto dal sapore profetico. Il profumo della tenerezza riempì tutta la casa quasi a voler indicare che l’amore deve diffondersi e coinvolgere tutti. Così è l’atto di amore estremo compiuto da Gesù sulla croce. Il profumo del suo amore deve spandersi in tutto il mondo.

Il gesto è reso più eloquente dal silenzio di Maria e di Gesù che invita alla contemplazione e allo stupore. La tenerezza e la delicatezza sono il linguaggio dell’amore che non ha altro fine che onorare l’altro. Avrebbe potuto versare il profumo sul capo e invece lo versa sui piedi, la parte meno onorevole del corpo. È facile tributare onori ai vincitori e applaudire ai potenti perché, in fin dei conti, speriamo sempre di ricavarne qualche favore. Maria invece dimostra di amare veramente Gesù non solo in quel contesto di festa, ma soprattutto nel dramma del dolore.

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Quando tutto sembra inutile perché ogni sforzo di salvare il salvabile si è rivelato vano, solo la tenerezza di una carezza o la delicatezza di un bacio riescono a guarire la disperazione dell’impotenza umana. È proprio attraverso i gesti quotidiani e silenziosi di persone impregnate dello Spirito di Dio che il profumo di Cristo si diffonde e riempie i cuori di chi si lascia amare.

Giuda, rifiutando di lasciarsi amare da Dio, prima di tradire Gesù, ha consegnato sé stesso nelle mani del demonio. Chi ripone in sé stesso le sue speranze diventa vittima dell’invidia al punto di provare disprezzo per la tenerezza e fastidio per la gioia altrui. Un uomo intristito dall’orgoglio e dalla cupidigia è più facilmente portato dal moralismo messo in campo per nascondere la sua ipocrisia. Chi è abituato a speculare per i propri interessi non si fa scrupoli anche di farlo con i poveri. Giuda tradisce Gesù perché, essendo un povero, anzi il più povero tra i poveri, lucrerà sulla sua morte.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna

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