don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 9 Settembre 2023

676

La legge è sempre mezzo e mai fine, l’uomo è sempre fine e mai mezzo

Sabato della XXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési Col 1,21-23

Dio vi ha riconciliati per presentarvi santi e immacolati.

Fratelli, un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive; ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui; purché restiate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.

Vigilanza e verifica della propria fede

Nell’inno (Col 1, 15-20), che Paolo riprende dalla comunità cristiana, si presenta Gesù Cristo, Sapienza di Dio, come artefice della creazione e, in quanto risorto, primogenito della nuova creazione dei redenti. Tutto è visto come un organismo vivente, un corpo, di cui Gesù è il capo perché grazie a Lui vi è unità, riconciliazione e comunione con Dio e i fratelli nella fede. Paolo annuncia che l’opera di Gesù Cristo è universale perché abbraccia tutti gli uomini. Davanti all’evento della redenzione non ci sono più distinzioni di lingua, popolo o nazione perché tutti da peccatori, estranei a Dio e suoi avversari, hanno la possibilità di diventare suoi figli. La figliolanza divina è un dono che va custodito e alimentato. L’appartenenza a Dio, per mezzo di Gesù, non può essere data mai per scontata, non perché Egli si ritragga dall’alleanza ma perché l’uomo può tradire e voltare le spalle al Signore. Per questo bisogna sempre vigilare sulla propria fede e verificare che sia sempre poggiata sulla Parola di Dio e alimentata dalla speranza del Vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Lc 6,1-5

Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.

Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».

Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

La Legge è sempre mezzo e mai fine, l’uomo è sempre fine e mai mezzo

I farisei ravvisano subito nel gesto dei discepoli di Gesù una trasgressione della Legge e ne chiedono conto. La risposta alla loro domanda inquisitoria rimanda alla Scrittura che funge da chiave interpretativa della realtà. Non solo la Legge è normativa ma anche l’esperienza di vita.

La narrazione indica come coniugare la Legge e la vita reale, quella che spesso ci ricorda che non siamo autosufficienti e che abbiamo bisogno dell’aiuto dell’altro. Ciò che è messo in primo piano è appunto la realtà dell’uomo bisognoso che ha fame. La legge è a servizio del bisogno dell’uomo e in particolare di quello dell’amore. Non è il bisogno che comanda sull’uomo, ma è l’uomo, mettendosi in ascolto di sé e dell’altro, che trova nella pace, compimento del bisogno di amare e di essere amato, la guida per discernere e attuare le scelte più giuste anche quelle che sembrano contraddire la lettera del comandamento.

- Pubblicità -

La vera trasgressione della Legge consiste nell’assolutizzarla e, dunque, nell’invertire l’ordine naturale delle cose per il quale il mezzo è in funzione del fine. La salvezza è l’approdo ultimo della vita ed essa consiste nel passaggio dalla soddisfazione del bisogno all’oblazione di sé all’Altro. In definitiva la Legge è data non per sé stessa o come forma di auto salvezza, ma per educare l’uomo alla relazione che va dall’accogliere l’aiuto ad essere aiuto per l’altro.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna