don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 5 Febbraio 2020

La fede cresce superando lo scandalo della delusione

Sant’Agata

Gesù «era stupito della loro mancanza di fede». Pur sapendo di doversi confrontare con la triste realtà che conferma la regola per la quale un profeta viene disprezzato innanzitutto nella sua patria, tra i suoi parenti e dai familiari più stretti, l’atteggiamento di chiusura nei suoi riguardi fa soffrire Gesù. Se la fede spinge la donna con le perdite sangue a seguire Gesù e ad entrare in contatto con lui e illumina Giàiro in modo da continuare la strada con il Signore nonostante tutto dica che sia inutile, la mancanza di fede invece è una pietra d’inciampo che non permette l’incontro che sana. 

Chi conosce Gesù sa quello che fa e i nomi dei suoi familiari. Conoscenza non significa fiducia e la fede richiede di andare oltre l’idea che si ha di Gesù. Pur riconoscendo la sapienza con la quale insegna e i prodigi che egli compie, i suoi paesani non passano dal piano della meraviglia a quello della fede, dal livello del sapere a quello del credere. La mancanza di fede chiude gli uomini alla trascendenza. Essi stessi si chiamano fuori dal rapporto con Gesù e come tali non si convertono e non credono. 

La mancanza di fede impedisce di accogliere l’altro al di là delle proprie attese. La chiusura al trascendente e a quello che supera i nostri schemi al massimo induce alla curiosità ma certamente ci preclude il raggiungimento della verità. Non manca l’interesse per Gesù, per quello che ha fatto e detto, ma manca la disponibilità ad approfondire la relazione personale con lui. La mancanza di fede è difetto nel coraggio di osare di andare oltre il già saputo, il già fatto, il già visto. La ricerca su Gesù non serve per trovare in lui la conferma alle proprie idee o desideri. Gesù non si è mai lasciato strumentalizzare e sfugge a ogni tipo di riduzione ideologica.

Solo la fede intesa come sequela di Gesù, anche attraverso le contraddizioni, i rifiuti, i travisamenti, può portare ad un vero cambiamento interiore che permette di non voltarci indietro a causa delle delusioni che riceviamo da parte di quelli che ci sono più vicini, ma di proseguire la missione in modo da continuare a portare il vangelo in altri luoghi, in altre situazioni, ad altre persone a cui il Signore ci invia 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!

Commento a cura di don Pasquale Giordano
FonteMater Ecclesiae Bernalda
La parrocchia Mater Ecclesiae è stata fondata il 2 luglio 1968 dall’Arcivescovo Mons. Giacomo Palombella, che morirà ad Acquaviva delle Fonti, suo paese natale, nel gennaio 1977, ormai dimissionario per superati limiti di età… [Continua sul sito]
 

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Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 6, 1-6 In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Parola del Signore

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