Mi ha sempre colpito la finale del Vangelo odierno, quando Gesรน per ben due volte definisce la ricchezza โdisonestaโ (vv. 9.11). E ancor di piรน il fatto che egli non abbia mai fatto distinzione tra una ricchezza onesta e una disonesta. Per lui la ricchezza ร sempre e solo disonesta. E soprattutto iniqua, in quanto, lo si voglia o no, frutto di povertร ; germoglia sulla schiena dei poveri e sullโesclusione degli ultimi. Fuori da ogni ingenuitร : unโeconomia di opulenza richiederร una politica di oppressione, e dunque per assicurarci il โnostro stile di vitaโ sarร sempre necessaria lโesistenza dei poveri.
Nessuno โ nei confronti della ricchezza – puรฒ dirsi puro, ยซnemmeno un eremita perchรฉ ci lascia nei guai per esserloยป (Balducci).
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Viviamo in un sistema profondamente iniquo e nessuno puรฒ dirsi fuori. Dostoevskij afferma: ยซSiamo tutti responsabili di tuttoยป, e oggi questo รจ vero piรน che mai, dato che viviamo in un piccolissimo villaggio globale. Lโeconomia, lo vogliamo o no, รจ un fatto di tutti, ne abbiamo tutti le mani in pasta, ci attraversa, anche chi ha professato il voto di povertร . Chiunque venga al mondo riceve un codice detto โfiscaleโ. ร il nostro numero di riconoscimento dinanzi agli uomini di questo mondo.
A questo punto la domanda: Ma io, ยซoggi, cosa posso fare?ยป. La medesima che si pone lโamministratore infedele e corrotto della nostra parabola.
Gesรน non ha mai detto di abbandonare il mondo e tanto meno di gettare via le proprie sostanze, ma di usarle in maniera โscaltraโ (cfr. v. 8). Questo mondo iniquo comincerร a dissolversi โ forse – nel momento in cui si comincerร a vivere nella logica della condivisione, che dovrร divenire stile di vita non solo personale (e in questo si supererร lโelemosina), ma famigliare, e poi di quartiere, cittadino, nazionale, mondiale. Attenzione: non รจ questione di dare, ma di condividere appunto.
Le prime comunitร cristiane impararono ben presto che a rendere compiuta e felice una vita non poteva essere la prassi religiosa interna ad una sinagoga, e neanche la cura del proprio ristretto nucleo famigliare, ma il mettere quanto posseduto in comune perchรฉ nessuno potesse dirsi bisognoso (cfr. At 4, 34), e di partecipare alla moltitudine la miseria dei propri โcinque pani e due pesciโ per poi sperimentare il miracolo che quel cibo solo perchรฉ condiviso puรฒ anche essere moltiplicato, divenendo cosรฌ sufficiente per tutti (cfr. Mt 14, 17ss).
Una domanda: tutto questo รจ forse utopia? Sogno? Ingenuitร ? Probabilmente, ma qualcuno, a partire da Gesรน di Nazareth ci ha creduto e lโha vissuto, testimoniando che รจ la sola modalitร di vita che permetterร agli uomini di vivere una storia piรน forte della morte, perchรฉ col sapore dellโamore e quindi capace di far vivere per sempre.
don Paolo Squizzato via Facebook
Letture della
XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ ANNO C
Prima Lettura
Contro coloro che comprano con denaro gli indigenti.
Dal libro del profeta Amos
Am 8,4-7
ย
Il Signore mi disse:
ย
ยซAscoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese,
voi che dite: โQuando sarร passato il novilunio
e si potrร vendere il grano?
E il sabato, perchรฉ si possa smerciare il frumento,
diminuendo lโefa e aumentando il siclo
e usando bilance false,
per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del granoโยป.
ย
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
ยซCerto, non dimenticherรฒ mai tutte le loro opereยป.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale
Dal Sal 112 (113)
R. Benedetto il Signore che rialza il povero.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre. R.
ย
Su tutte le genti eccelso รจ il Signore,
piรน alta dei cieli รจ la sua gloria.
Chi รจ come il Signore, nostro Dio,
che siede nellโalto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra? R.
ย
Solleva dalla polvere il debole,
dallโimmondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prรฌncipi,
tra i prรฌncipi del suo popolo. R.
Seconda Lettura
Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timรฒteo
1 Tm 2,1-8
ย
Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perchรฉ possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa รจ cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della veritร .
ย
Uno solo, infatti, รจ Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, lโuomo Cristo Gesรน, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli lโha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo โ dico la veritร , non mentisco โ, maestro dei pagani nella fede e nella veritร .
ย
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.
Parola di Dio
Vangelo
Non potete servire Dio e la ricchezza.

Lc 16, 1-13
ย
In quel tempo, Gesรน diceva ai discepoli:
ย
ยซUn uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamรฒ e gli disse: โChe cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perchรฉ non potrai piรน amministrareโ.
ย
Lโamministratore disse tra sรฉ: โChe cosa farรฒ, ora che il mio padrone mi toglie lโamministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farรฒ perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dallโamministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa suaโ.
ย
Chiamรฒ uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: โTu quanto devi al mio padrone?โ. Quello rispose: โCento barili dโolioโ. Gli disse: โPrendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquantaโ. Poi disse a un altro: โTu quanto devi?โ. Rispose: โCento misure di granoโ. Gli disse: โPrendi la tua ricevuta e scrivi ottantaโ.
ย
Il padrone lodรฒ quellโamministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce.
ย
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
ย
Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร la vostra?
ย
Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร lโuno e amerร lโaltro, oppure si affezionerร allโuno e disprezzerร lโaltro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป.
Parola del Signore
Oppure forma breve: Lc 16,10-13
