don Paolo Squizzato – Commento al Vangelo del 17 Luglio 2022
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Noi ci affanniamo e ci agitiamo per molte cose, fiduciosi che a questo darsi tanto da fare corrisponda un di piรน di vita.
Ci affanniamo e agitiamo per unโinfinitร di cose che presto o tardi mostreranno la loro inconsistenza, lasciandoci lโamara sensazione di esserci aggrappati al nulla, al vapore.
ยซChe giova allโuomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina sรฉ stesso?ยป (Lc 9, 25). Guadagniamo il mondo, ossia lโimpermanente, il transeunte, lโinconsistente. Investiamo tempo ed energia su ciรฒ che in ogni momento potrebbe mutarsi in nulla, mentre ciรฒ che conta e rimane รจ il โsรฉ stessoโ, la โpropria essenzaโ, il vero Sรฉ, ma che se non viene coltivato rischia dโessere disconosciuto.
La questione รจ sempre e solo una: prendersi cura della propria anima, del proprio nucleo vitale, di ciรฒ che in qualche modo ci definisce, e che โnon ci verrร toltoโ (v. 42bis).
ร qui che dovremmo compiere un passaggio di soglia: dedicarci a Ciรฒ.
Il resto per quanto bello, grande, utile sarร sempre โvanitร โ dice il Qoรจlet, vapore, inconsistenza. Alito sโun vetro.
Il vangelo di oggi mi pare essere un invito a โstareโ, essere radicati nella parte piรน profonda di noi che รจ la nostra parte di divino; a diventare consapevoli che siamo manifestazione spazio-temporale di ciรฒ che chiamiamo Dio e che quando il nostro bios, fatto di spazio e tempo si dileguerร quello che rimarrร di noi non sarร altro che il Tutto di cui siamo sempre stati partecipi e quindi ciรฒ che non ci verrร tolto.
Lโinganno รจ aggrapparci agitandoci al bios, al desiderio, ai pensieri, alla ragione che per quanto realtร bella, forte e promettente resta comunque sempre destinato a sciogliersi come neve al sole.