don Paolo Squizzato – Commento al Vangelo del 11 Settembre 2022
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In questo Vangelo tutti perdono qualcosa. Un pastore perde una pecora, una donna perde una moneta e poi cโeฬ un padre che se non perde un figlio, lascia di fatto che un figlio si perda.
Luca ama la perdita e la condizione dei perduti: per lui in fondo lโAmore รจ proprio per questi, tanto da far dire a Gesรน: ยซIl Figlio dellโuomo eฬ venuto a cercare e a salvare ciรฒฬ che era perdutoยป (Lc 19, 10).
La divinitร รจ come aborrisse il vuoto, e fosse obbligato a riempirlo. Vige, nelle cose di Dio, una sorta di legge di natura: come il gas riempie ogni anfratto trovato vuoto, cosรฌ lโenergia divina riempirร ogni spazio di non presunzione, di abbandono.
Non dobbiamo far nulla nei confronti della divinitร , se non arrenderci, depositare armi ed espedienti posti in essere per conquistarla. Occorre โrimanereโ, e accorgersi che la meta รจ sempre stata qui. Dobbiamo solo goderne.
Il โfiglio maggioreโ della parabola ragiona in maniera diametralmente opposta. Lavora molto per il suo padre/padrone. Non disattendendo un comando del suo datore di lavoro alla fine pretende il salario-ricompensa, quello riservato ai servi. Ma il padre gli dirร : โtu sei sempre con me e tutto ciรฒ che รจ mio รจ tuoโ. Siamo della stessa sostanza, come puoi fare qualcosa per me? Devi solo prendere consapevolezza che sei giร ciรฒ che vorresti essere: โCiรฒ tu seiโ, tu sei me! Non devi raggiungere nulla, perchรฉ non cโรจ nulla da raggiungere!
Il figlio minore ha vagato, ha sperperato, รจ rimasto senza nulla, e proprio per questo puรฒ fare esperienza del Nulla, ossia della divinitร che non รจ nรฉ questo nรฉ quello.
โChi perderร la propria vita la troverร โ dice Gesรน, infatti il perduto non puรฒ far altro che abbandonarsi e sprofondarsi nella pasta di cui รจ costituito, il divino, sperimentando in questo modo la beatitudine, lo stato di quiete, di pace non dipendente da fattori esterni, da prestazioni e conquiste. E qui non vi รจ piรน paura e ansia. Se la divinitร รจ vero che giace nel fondo dellโanima come ci ricorda la mistica, e se il nostro piccolo io, il nostro ego non sarร piรน ancorato, attaccato a qualcosa di esterno โ aspettative, ricompense, desideri- allora lโuomo cadrร inevitabilmente come la mela di Newton. Dove? Nella divinitร . Perchรฉ, lo ripetiamo, la divinitร per sua natura, come la sabbia e lโacqua, saturerร tutto ciรฒ che รจ vuoto.
ยซDove e quando egli ti trova pronto cioรจ vuoto, deve operare ed effondersi in te, proprio come il sole non puรฒ fare a meno di effondersi, e nulla puรฒ trattenerlo, quando lโaria รจ limpida e puraยป (Meister Eckhart).AUTORE: don Paolo SquizzatoFONTECANALE YOUTUBE