Gesรน e il potere religioso non sono mai andati dโaccordo. Lโuomo di Nazareth pare non accettare che alcuni rimangano sempre allโingresso della felicitร per colpa di tristi โguardianiโ che attraverso lโarma della paura fanno loro credere dโessere fuori luogo o inadeguati.
La religione โ ieri come oggi โ garantisce lโingresso alla festa della vita โa patto cheโฆโ.
โCredenti sotto felicitร condizionataโ.
Come se lโamore di un Dio dipendesse dallโetica delle sue creature, e il compimento del cuore dallโosservanza di dottrine e precetti: ยซGuai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi lโavete impeditoยป (Lc 11, 52).
Ai mestieranti della paura Gesรน ripete: ยซBene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uominiยป (Mc 7, 7).
Non vi รจ bisogno di guardiani alla porta della felicitร , e quindi al nostro cuore, perchรฉ questo โ in ultima istanza la coscienza โ sa perfettamente qual รจ la strada da seguire.
Gesรน, il pastore buono, โchiama le sue pecore ciascuna per nome, e le conduce fuoriโ. AllโAmore interessa il nome degli amanti e li โconduce fuoriโ, verso orizzonti ampi e fecondi, fuori da sistemi oppressivi e direttivi.
Chi รจ preposto ad accompagnare gli altri, รจ chiamato a farlo sullโesempio di Gesรน di Nazareth. Distogliere lo sguardo da lui significherebbe di fatto togliere lโaria e far morire di paura chi in buona fede si abbandona loro, scordando che alla fine โtutto ciรฒ che si desidera รจ sempre dallโaltra parte della pauraโ (Jack Canfield).
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato



