don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 20 Luglio 2025

Domenica 20 Luglio 2025 - XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,38-42

Data:

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Gesรน entra in casa, e Marta si dร  da fare, di un fare che ha il sapore della routine, del dovere e che fa perdere di vista lโ€™essenziale. Lโ€™unica cosa che rimane. Lโ€™amore โ€“ si sa โ€“ quando si fa abitudine, si svuota.
โ€œLโ€™amato che non sorprende piรน, รจ giร  perduto.โ€ (Christian Bobin)

Maria โ€“ ossia lโ€™altra postura esistenziale possibile โ€“ vive il momento come fosse unico, irripetibile. Non presume, non agisce, non cerca. Semplicemente sta, aprendosi cosรฌ a ciรฒ che รจ, perchรฉ in fondo la fede non consiste in un fare, ma nel lasciarsi raggiungere e toccare.

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Se cโ€™รจ un Dio questo si manifesterร  sempre come โ€œaltroโ€. Lโ€™inatteso. Mai uguale, mai prevedibile. Ogni qual volta lo rinchiudiamo in concetti, formule, liturgie irrigidite, cessa dโ€™essere il Vivente mutandosi in un idolo: un dio piccolo, piccolo, usato per giustificare violenze o imporre pesi insostenibili.

Maria dunque sceglie lโ€™ascolto, e vivere una sorta di rinuncia. E noi sappiamo che nella vita spirituale rinunciare non รจ perdere qualcosa ma poter ricevere tutto. Lo Spirito, che โ€œsoffia dove vuoleโ€, potrร  trovare dimora solo in chi non pretende e non sa, perchรฉ quando pensiamo di avere Dio in tasca, di sapere come agirร , cosa vorrร , come parlerร , lโ€™abbiamo giร  perduto. Chi invece si dispone come Maria โ€” silenziosa, attenta, disponibile, accogliente โ€” puรฒ riconoscerlo anche dove nessuno lo immaginerebbe.

Ciรฒ che ci salva non รจ ciรฒ che ci assomiglia, ma ciรฒ che ci sfida, perchรฉ la vera ricchezza รจ sempre nella diversitร .
Ospitare lโ€™altro dunque โ€” come ha fatto Abramo, come ha fatto Maria con la Parola โ€” significa riconoscere che Dio non ci appartiene. รˆ sempre un Oltre. รˆ sempre Altro. Mistero. E โ€œIl mistero โ€“ si sa โ€“ non si risolve. Si abita.โ€ (Abraham Heschel)

Va da sรฉ che lโ€™esempio di Maria qui non รจ un invito alla passivitร , ma allโ€™essenziale. A liberarci da tutto ciรฒ che ci distrae, per restare, finalmente, in ascolto.

E forse, in questo silenzio, Dio tornerร  a parlarci. Ma non sarร  mai come ce lo saremmo aspettato.

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.

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