Gesรน entra in casa, e Marta si dร da fare, di un fare che ha il sapore della routine, del dovere e che fa perdere di vista lโessenziale. Lโunica cosa che rimane. Lโamore โ si sa โ quando si fa abitudine, si svuota.
โLโamato che non sorprende piรน, รจ giร perduto.โ (Christian Bobin)
Maria โ ossia lโaltra postura esistenziale possibile โ vive il momento come fosse unico, irripetibile. Non presume, non agisce, non cerca. Semplicemente sta, aprendosi cosรฌ a ciรฒ che รจ, perchรฉ in fondo la fede non consiste in un fare, ma nel lasciarsi raggiungere e toccare.
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Se cโรจ un Dio questo si manifesterร sempre come โaltroโ. Lโinatteso. Mai uguale, mai prevedibile. Ogni qual volta lo rinchiudiamo in concetti, formule, liturgie irrigidite, cessa dโessere il Vivente mutandosi in un idolo: un dio piccolo, piccolo, usato per giustificare violenze o imporre pesi insostenibili.
Maria dunque sceglie lโascolto, e vivere una sorta di rinuncia. E noi sappiamo che nella vita spirituale rinunciare non รจ perdere qualcosa ma poter ricevere tutto. Lo Spirito, che โsoffia dove vuoleโ, potrร trovare dimora solo in chi non pretende e non sa, perchรฉ quando pensiamo di avere Dio in tasca, di sapere come agirร , cosa vorrร , come parlerร , lโabbiamo giร perduto. Chi invece si dispone come Maria โ silenziosa, attenta, disponibile, accogliente โ puรฒ riconoscerlo anche dove nessuno lo immaginerebbe.
Ciรฒ che ci salva non รจ ciรฒ che ci assomiglia, ma ciรฒ che ci sfida, perchรฉ la vera ricchezza รจ sempre nella diversitร .
Ospitare lโaltro dunque โ come ha fatto Abramo, come ha fatto Maria con la Parola โ significa riconoscere che Dio non ci appartiene. ร sempre un Oltre. ร sempre Altro. Mistero. E โIl mistero โ si sa โ non si risolve. Si abita.โ (Abraham Heschel)
Va da sรฉ che lโesempio di Maria qui non รจ un invito alla passivitร , ma allโessenziale. A liberarci da tutto ciรฒ che ci distrae, per restare, finalmente, in ascolto.
E forse, in questo silenzio, Dio tornerร a parlarci. Ma non sarร mai come ce lo saremmo aspettato.
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.
FONTE – CANALE YOUTUBE – FACEBOOK
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