ยซQuando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesรน disse: โOra il Figlio dellโuomo รจ stato glorificatoโยป (V. 31).
Il massimo del male subรฌto, Gesรน lo accoglie e lo fa coincidere col massimo della gloria. Gesรน assume la tenebra e la trasforma in luce, manifestando cosรฌ la stoffa di cui รจ fatto lโAmore: riportare la vittoria quando viene ferito.
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Le mie fragilitร , i miei limiti, i miei fallimenti, il male che mi accompagna da mane a sera, tutto questo puรฒ diventare luogo di rivelazione di qualcosโAltro, luminoso, inedito. Ferita che si fa feritoia ad una luce trasformante.
ยซMi vanterรฒ ben volentieri delle mie debolezze, perchรฉ dimori in me la potenza di Cristo. Perciรฒ mi compiaccio nelle mie infermitร , negli oltraggi, nelle necessitร , nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, รจ allora che sono forteยป ricorda Paolo (2Cor 12, 9s.).
โVi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, cosรฌ amatevi anche voi gli uni gli altriโ (v. 34)
La novitร di questa prescrizione non รจ tanto lโinvito ad amare โ affermato da sempre nella tradizione ebraica โ ma piuttosto il fatto che ciรฒ che viene comandato viene prima donato. Siamo รจ vero invitati ad amare, ma non come mossi da una legge eteronoma, proveniente dallโesterno, ma scoprendo che siamo portatori, ripieni di quellโamore che siamo chiamati a manifestare. Ciรฒ che viene โcomandatoโ รจ giร stato concesso: ยซDonami o Dio ciรฒ che mi comandi, e poi comandami ciรฒ che vuoiยป (Agostino).
โDa questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altriโ. Un passaggio splendido. Essere discepoli di Gesรน non รจ questione di appartenenza: non a una Chiesa, nรฉ ad una religione. Non significa neppure essere battezzati o credenti. Essere discepoli non รจ questione dellโabito che sโindossa. Non da questo saremo riconosciuti, e tanto meno perchรฉ si frequentano culti e riti religiosi. โDa questo sapranno che siete miei discepoli, dallโamoreโฆโ.
ร solo lโamore a farci riconoscere come discepoli dellโAmore. Quanti discepoli di Cristo anonimi in giro per il mondo infattiโฆ atei, agnostici, non praticanti, dubbiosi, appartenenti ad altre confessioni religioseโฆ ร lโAmore che fa nuove tutte le cose ed ogni essere umano, indipendentemente dalle loro appartenenze.
Questo Amore รจ la โtenda di Dio in mezzo agli uominiโ, come dice la pagina dellโApocalisse di oggi. Ebbene, chi ama รจ di Cristo, anzi รจ cristico ovvero della stessa natura dellโAmore. ร lโamore che ci fa compiere in umanitร sino a diventare Cristo. Questo รจ stato il cammino dellโuomo e profeta Gesรน di Nazareth, talmente umano da esser diventato il Cristo, manifestazione materica e temporale di ciรฒ che viene chiamato Dio. A questo siamo chiamati tutti noi se ci risvegliassimo al nostro unico compito: diventare pienamente umani, e dunque divini.
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.
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