don Paolo Quattrone – Commento al Vangelo di giovedì 28 Dicembre 2023

Commento al brano del Vangelo di: Mt 2, 13-18

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Come Giuseppe difendiamo il Dio che è in noi

La vita si fa carne, Dio si fa uomo e l’uomo tenta di far fuori Dio ricorrendo ad ogni mezzo, è quanto accade con Erode che tenta ad ogni costo e con ogni mezzo di liberarsi di questo Re dei giudei di cui parlavano i Magi giunti presso la sua corte.

Dio si fa uomo per ricordarci che Lui abita in ogni uomo e noi molte volte vogliamo eliminare Dio dall’uomo, dalla nostra vita perché pensiamo che sia un usurpatore, qualcuno che vuole levarci la libertà, rovinarci la vita, renderci dei burattini, toglierci la dignità.

Il nemico di Dio è il nostro io perché ha paura di perdere il primato così come Erode ha paura di perdere il trono. Noi possiamo comportarci come Giuseppe e prenderci cura e difendere il Dio che è in noi, coltivare la luce divina di cui parlavo a Natale, prenderci cura della nostra anima, della nostra relazione con Dio oppure trascurarlo del tutto se non addirittura accompagnarlo alla porta per sentirci finalmente liberi, liberi da un’imposizione culturale e sociale, liberi di pensarla come vogliamo, liberi di ascoltare solo la ragione, liberi di condurre la vita a nostro piacimento.

Io sto custodendo la luce di Dio che è in me oppure la trascuro del tutto?

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