HomeVangelo del Giornodon Paolo Quattrone - Commento al Vangelo di giovedì 14 Marzo 2024

don Paolo Quattrone – Commento al Vangelo di giovedì 14 Marzo 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 5, 31-47

Ci lasciamo prendere per mano da Dio?

In questi giorni ho ricordato a me e a voi quanto sia importante restare uniti a Dio per non perderci, per non spegnerci, per non inaridirci e per questa ragione è importante pregare ogni giorno, senza mai mollare, perché quotidianamente dobbiamo restare agganciati a Lui, dobbiamo lasciarci prendere per mano, andare alla sua fonte per lasciarci dissetare e rinfrescare, per consentire alla sua creatività e forza vitale di rigenerarci.

Questo va fatto perché siamo gente perennemente scostante, oscilliamo tra il bene e il male, tra la fede e l’autosufficienza, tra Dio e l’io. Proprio come il popolo ebraico, di cui leggiamo nella prima lettura, che dopo essere stato liberato dalla schiavitù in Egitto da Dio, dopo essere stato guidato da Lui nel difficile viaggio nel deserto, si dimentica ben presto del Dio che lo ha salvato e si crea un idolo, un vitello d’oro al quale prostrarsi.

Noi ci dimentichiamo facilmente di Dio ma ricordiamoci bene che Lui non fa altrettanto con noi, si ricorda sempre di noi e soprattutto ha una pazienza infinita, proprio come viene narrato nel dialogo singolare e a tratti umoristico tra Dio e Mosè.

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Dio è stufo di quel popolo scostante, che dimentica spesso ciò che Lui ha fatto per il suo bene, è deluso di quella gente e decide di sterminarli ma Mosè interviene dicendo a Dio: “che figura faresti sterminando il popolo che Tu stesso hai voluto salvare! “ E così Dio ci ripensa.

Credo che ogni tanto Dio guardandoci abbia qualche tentazione di farcela pagare ma il suo amore è troppo forte, troppo grande per cedere alla rabbia. Dio non dimentica mai e poi mai l’amore che ha per noi, anche se spesso gli voltiamo le spalle e facciamo di testa nostra, lo ignoriamo e ci illudiamo di poter fare a meno di Lui.

Dio non dimentica il suo amore per noi nemmeno quando ci vede perderci e attende con una pazienza sconfinata, che solo Lui possiede, che torniamo sui nostri passi, che torniamo a fidarci di Lui, che torniamo alla fede e al bene.

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