Celebriamo oggi la solennità della Pentecoste – nell’Antico Testamento era anche detta la Festa delle Settimane (la festa per la raccolta delle messi e in stretta relazione con l’Alleanza del Sinai)! -, nel ricordo della discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo.
Ci troviamo di fronte al compimento della Pasqua e all’inizio del tempo della Chiesa, invitata a vivere il discepolato missionario.
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Il Vangelo è ambientato nel contesto dell’Ultima Cena, dove Gesù fa le sue consegne, ovvero passa il testimone allo Spirito Santo, che viene chiamato «il Consolatore» (Parakletos), dal momento che sarà nostro avvocato e intercessore presso il Padre. San Giovanni Crisostomo ricorda che “se non vi fosse lo Spirito, la chiesa non potrebbe sussistere; se la chiesa sussiste è però chiaro che lo Spirito c’è”.
Mi piace leggere questo giorno come conferma della fedeltà di Dio: con l’invio dello Spirito, Dio si fa a noi vicino e ci dona la forza per vivere da testimoni del Suo amore.
«Se rimaniamo nel suo amore, infatti, Lui stesso prende dimora in noi, la nostra vita diventa tempio di Dio e questo amore ci illumina, si fa spazio nel nostro modo di pensare e nelle nostre scelte, fino a espandersi anche verso gli altri e irradiare tutte le situazioni della nostra esistenza» (Papa Leone XIV).
IN PREGHIERA
Aiutami, Signore, a custodire il cuore per rimanere nel Tuo amore!
DOMANDE PER NOI
- 1. Provo ad essere un segno dell’amore di Dio?
- 2. Sono consapevole dei doni ricevuti dallo Spirito Santo?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
