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don Nicola Galante – Commento al Vangelo di domenica 22 Dicembre 2024

Fervono i preparativi nelle case, un belvedere di luci illumina le nostre città, una gioia irrefrenabile nei cuori di tanti: il Natale è ormai alle porte! Oggi accendiamo la quarta ed ultima candela d’Avvento: la candela di Maria!

Il Vangelo ci prende per mano e ci fa compiere il viaggio di Maria che, da Nazareth, scende verso la zona montagnosa della Giudea per recarsi dalla cugina Elisabetta. Resto ammirato dal coraggio di Maria: tanti chilometri compiuti – da sola e rischiando non poco! – per portare la benedizione di Dio ad una donna che prima era sterile e ora è madre!

È proprio vero che «l’incontro con Dio, se è vero, spinge alla carità» (A. Comastri). Maria non tiene per sé la gioia di essere stata scelta quale “Madre del Signore”, ma “in fretta” va dall’anziana cugina, perché, d’altronde, «la grazia dello Spirito Santo non comporta lentezze» (Sant’Ambrogio). Oggi notiamo che c’è tanta fretta nel bruciare le tappe, nell’accelerare i tempi; ma quanta poca fretta nel fare il bene e nell’attivarsi per costruire realmente la “civiltà dell’amore”!

L’incontro tra Maria ed Elisabetta è una “danza nello Spirito”: Elisabetta sente che il piccolo Giovanni danza nel suo grembo, perché Maria è la nuova Arca che contiene la Parola di Dio! Abbiamo bisogno di esultare di gioia per le visite che Dio, attraverso tante mediazioni umane, compie quotidianamente verso di noi!

Degno di nota è il particolare: «E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». La beatitudine di Maria proclamata da Elisabetta è la prima beatitudine dei Vangeli: Maria è “beata” perché ha creduto che Dio è veramente affidabile, un Dio che realizza quanto dice!

IN PREGHIERA

Signore, apri il mio cuore ad accogliere la Tua visita!

DOMANDE PER NOI

1.⁠ ⁠Vivo la mia fede come esperienza di gioia?
2.⁠ ⁠Mi sento raggiunto dalla benedizione di Dio? La condivido?

Chi è don Nicola

Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.