Iniziamo il tempo ordinario, tempo nel quale proviamo a vivere nella ferialità la gioia di essere discepoli di Gesù, chiamati a conversione continua e operando il bene possibile.
Il brano evangelico ci ha proposto il primo segno di Gesù, narrato da Giovanni e avvenuto a Cana di Galilea: la trasformazione dell’acqua in vino! È opportuno ricordare che nel Quarto Vangelo non si parla tanto di “miracoli” quanto di “segni”, per indicare le azioni di Gesù che attraggono l’umano e suscitano un cammino graduale di fede in Lui.
A Cana, possiamo intravedere una “freccia puntata” verso una precisa direzione: Gesù è lo Sposo dell’umanità redenta dal peccato! Del resto, tutta la Bibbia è attraversata dalla metafora nuziale: l’alleanza di Dio con il suo popolo! Nell’indicazione temporale “tre giorni dopo” possiamo scorgere l’anticipazione della manifestazione di Gesù come Crocifisso Risorto, che porta al dialogo nuziale fra la Chiesa-Sposa e Gesù-Sposo.
In Maria, noi ci ritroviamo come comunità: nelle difficoltà, preghiamo Gesù, con la fiducia di essere ascoltati! Da Maria, apprendiamo l’arte di stare vicini alle persone, specie quando vivono la precarietà, il lutto, la malattia…
La vita è una festa, quando la Parola di Dio è lampada e bussola ai nostri passi! Abbiamo bisogno di imitare l’atteggiamento dei servi obbedienti, che riempiono fino all’orlo le giare: solo quando ci apriamo alla novità di Gesù, superando la tentazione di chiuderci in ciò che già possediamo, contempleremo l’ora della manifestazione di Dio!
IN PREGHIERA
Trasforma, Signore, l’acqua della mia sofferenza in vino della gioia!
DOMANDE PER NOI
Come Maria, sono delicato nell’attenzione alle persone?
Vivo un’illimitata fiducia in Gesù?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
