don Nicola Galante – Commento al Vangelo di domenica 18 Gennaio 2026

- Pubblicità -

Dopo aver gustato la gioia del Natale, ci inoltriamo in un nuovo tempo liturgico, quello ordinario, nel quale, celebrando il mistero di Cristo lungo il ritmo dei giorni, proviamo a vivere la quotidianità della fede. È un tempo di ascolto della Parola di Dio e di testimonianza della carità, vissuto guardando all’esempio luminoso dei Santi, i veri modelli per una vita riuscita bene.

Il Vangelo di questa domenica si dipana sulla testimonianza di Giovanni, che ci offre due titoli cristologici: Gesù viene riconosciuto “Agnello di Dio” e “Figlio di Dio”!

- Pubblicità -

Nell’Antico Testamento l’agnello è menzionato nel contesto della Pasqua: col sangue dell’agnello venivano cosparsi gli stipiti delle porte in segno di redenzione del popolo di Israele; nel Nuovo Testamento, si dice che è Gesù Cristo l’agnello pasquale sacrificato e che la salvezza “appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello” (Ap 7,10). Ma Gesù è anche il Figlio di Dio, dal momento che vive una relazione intima, ontologica, nei confronti del Padre e a Lui è in una vicinanza e obbedienza filiale incondizionata.

Questi due titoli ci chiedono una conversione: deporre la maschera della tigre e del lupo, per riscoprire la bellezza della semplicità e la ricchezza della sobrietà; come pure, non crederci “tuttologi”, ma avere l’umiltà di sentirci “figli”, sempre in relazione con l’Altro.

Da oggi al 25 gennaio siamo invitati a pregare per l’unità dei cristiani, lasciandoci guidare dal passo scritturistico: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4,4).

Preghiera…
Affido a Te, Signore, ogni mia colpa, certo del perdono che viene dal Cielo!

Domande per noi…
1.⁠ ⁠Riconosco che Gesù può togliere il peccato del mondo?
2.⁠ ⁠Vivo la testimonianza cristiana nella vita quotidiana?

Chi è don Nicola

Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.

Altri Articoli
Related

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 maggio 2026

Chi ha visto me, ha visto il Padre.Dal Vangelo...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 2 maggio 2026

Chi ha visto me, ha visto il Padre.Dal Vangelo...

mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 3 maggio 2026

La fondazione della Chiesa Dopo aver meditato sull’identità pastorale di...

Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 1 maggio 2026

Gesù è figlio di un umile carpentiere di un...