Dopo aver gustato la gioia del Natale, ci inoltriamo in un nuovo tempo liturgico, quello ordinario, nel quale, celebrando il mistero di Cristo lungo il ritmo dei giorni, proviamo a vivere la quotidianità della fede. È un tempo di ascolto della Parola di Dio e di testimonianza della carità, vissuto guardando all’esempio luminoso dei Santi, i veri modelli per una vita riuscita bene.
Il Vangelo di questa domenica si dipana sulla testimonianza di Giovanni, che ci offre due titoli cristologici: Gesù viene riconosciuto “Agnello di Dio” e “Figlio di Dio”!
Nell’Antico Testamento l’agnello è menzionato nel contesto della Pasqua: col sangue dell’agnello venivano cosparsi gli stipiti delle porte in segno di redenzione del popolo di Israele; nel Nuovo Testamento, si dice che è Gesù Cristo l’agnello pasquale sacrificato e che la salvezza “appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello” (Ap 7,10). Ma Gesù è anche il Figlio di Dio, dal momento che vive una relazione intima, ontologica, nei confronti del Padre e a Lui è in una vicinanza e obbedienza filiale incondizionata.
Questi due titoli ci chiedono una conversione: deporre la maschera della tigre e del lupo, per riscoprire la bellezza della semplicità e la ricchezza della sobrietà; come pure, non crederci “tuttologi”, ma avere l’umiltà di sentirci “figli”, sempre in relazione con l’Altro.
Da oggi al 25 gennaio siamo invitati a pregare per l’unità dei cristiani, lasciandoci guidare dal passo scritturistico: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4,4).
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Preghiera…
Affido a Te, Signore, ogni mia colpa, certo del perdono che viene dal Cielo!
Domande per noi…
1. Riconosco che Gesù può togliere il peccato del mondo?
2. Vivo la testimonianza cristiana nella vita quotidiana?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
