IN ASCOLTO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
IN MEDITAZIONE
Con la prima domenica d’avvento ricomincia l’anno liturgico.
Accenderemo la prima delle quattro candele che formano la corona d’avvento, mettendoci così in cammino verso “l’intimo splendore del Natale” (Benedetto XVI). Accompagnati da san Luca – siamo nell’anno C! -, scopriremo che Gesù è il volto misericordioso del Padre e solo in Lui, nostra speranza, ritroviamo il gusto della comunione.
La pagina del Vangelo, che rientra nel genere letterario dell’apocalittica, ha elencato una serie di sconvolgimenti drammatici che, a dire il vero, suscitano un po’ di paura per ciò che avverrà. Ma quando tutto sembra un game over, ecco che si rivela a noi il fine per cui viviamo: partecipare all’opera rinnovatrice di Dio per un futuro di salvezza!
A noi oggi è chiesto di allenarci con gli esercizi della vigilanza e della preghiera, custodendo nel cuore la fiducia di essere nelle mani di Dio – che si prende cura di noi e non ci abbandona mai – e la speranza di essere destinati alla Vita che non avrà mai fine.
Mi piace ricordare quanto San Benedetto ammonisce nella sua Regola: “avere ogni giorno presente davanti agli occhi la prospettiva della propria morte” (IV,47). È un ottimo consiglio a vivere ogni attimo della nostra esistenza con prudenza, spargendo ovunque semi di beni e diffondendo petali di pace, sapendo che i nostri nomi sono scritti nel Cielo.
Chiediamo al buon Dio la grazia di iniziare questo tempo d’Avvento con uno spirito rinnovato, liberandoci da tutto quanto appesantisce il nostro cuore e ritrovare così il gusto di pregare.
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IN PREGHIERA
Quando il disincanto m’impedisce di alzare lo sguardo verso di Te, metti nel mio cuore una goccia di speranza per risollevarmi!
DOMANDE PER NOI
1. Che cosa appesantisce il mio cuore in questo momento?
2. Quanto tempo dedico alla preghiera?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
