don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 26 Novembre 2023

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Possiamo essere coeredi del Suo Regno imitando la Sua dedizione al Padre.
don Mauro

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IL RE

Il Regno di Dio si compirร  solo alla fine dei tempi quando Gesรน tornerร  per giudicare i vivi e i morti. Cosรฌ ce lo presenta Matteo: dal trono di gloria, circondato dalla corte degli angeli, il Figlio dellโ€™uomo separa i buoni dai cattivi. Il criterio del giudizio รจ lโ€™amore per il prossimo. Soccorrendo i bisognosi si fa un servizio a Cristo stesso.

Fame, sete e nuditร  sono necessitร  primarie che difficilmente troviamo vicino a noi, anche se questi anni di crisi hanno messo in difficoltร  molte famiglie, per cui cerchiamo di andare incontro a chi ha bisogno. Nel nostro mondo ben pasciuto perรฒ, ci sono altri modi di essere affamati. Moltissime persone vivono senza un orizzonte spirituale e questa รจ una grave forma di povertร .

Sfamarle significa fare apostolato, cioรจ essere testimoni e annunciatori del Regno. Un dato allarmante e indicativo รจ la crescita dei suicidi e del consumo di stupefacenti. Troppe persone sono travolte dalla vita e non riescono a tenere il ritmo di una corsa continua al guadagno e alla carriera. Andare incontro alla disperazione di chi non conosce lโ€™Amore รจ una delle forme di soccorso piรน necessarie nella nostra societร .

Accogliere lo straniero รจ invece una possibilitร  molto piรน immediata e attuale. Se magari non possiamo farlo in prima persona, almeno cerchiamo di farlo idealmente, rifiutando il razzismo e le generalizzazioni. Dire che gli immigrati sono tutti delinquenti, per esempio, รจ unโ€™affermazione razzista e ingiusta. Numerosi gangster americani erano italiani emigrati, eppure non accetteremmo che qualcuno per questo dicesse che gli italiani sono tutti mafiosi. Anche i malati e gli anziani sono molto vicini a noi.

Non costa molto essere attenti e passare un poโ€™ di tempo con loro. Spesso quando queste persone muoiono ci si rammarica di non aver sfruttato tante occasioni. Il Cristo crocifisso e sofferente si manifesta in tutte queste persone bisognose e ci chiede di alleviare in loro il suo dolore. Il premio รจ il suo Regno, ma lo รจ anche, e molto, sentire la gratitudine di questi nostri fratelli. San Paolo accosta la figura di Adamo a quella di Gesรน.

Come al primo dobbiamo la morte, cosรฌ dal secondo riceviamo la vita. La grande differenza tra i due รจ che il progenitore ha cercato sรฉ stesso, desiderando piรน di quanto giร  possedeva, mentre il Cristo ha cercato solo Dio, costruendo la sua regalitร  con il sacrificio di sรฉ. Adamo desiderando di essere come Dio, si รจ allontanato dalla Vita. Gesรน invece ha accettato la volontร  del Padre fino in fondo, proprio come avrebbe dovuto fare il nostro capostipite.

In questo modo ci indica la strada e ci invita a rinunciare alle nostre pretese di autonomia per essere re insieme a lui.

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