don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 13 Luglio 2025

Domenica 13 Luglio 2025 - XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,25-37

Data:

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Non dobbiamo avere paura di sporcarci le mani andando incontro a chi ha bisogno.
don Mauro

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Parrocchia S. Maria delle Grazie: IT09Y0871383900000000012977

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FARSI PROSSIMO

Un dottore della legge interroga Gesรน sulla vita eterna e ottiene la risposta che giร  conosce: amare Dio e il prossimo รจ il modo per conseguirla. Come dice San Giovanni nella sua prima lettera, la prova che amiamo Dio sta nellโ€™amore per il prossimo, ed รจ quello che il Maestro vuole far capire con la parabola.

Lโ€™uomo percosso dai briganti รจ un uomo in difficoltร  che รจ scomodo soccorrere. Il suo sangue sporca le mani, coinvolge in qualcosa che non รจ piacevole vedere. Il sacerdote e il levita che lo ignorano sono anche ostacolati dalla legge della puritร  rituale. Entrambi servono al tempio e non possono toccare il sangue o un morto senza poi doversi purificare.

Gesรน denuncia questo attaccamento alla legge che passa sopra le persone. Lโ€™ossessione della fedeltร  al precetto snatura la norma, รจ come se la legge stessa fosse una divinitร  da servire e non un mezzo per aprirsi al divino.

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Gesรน ha dimostrato tante volte di non aver paura di sporcarsi le mani avvicinando pubblicani e prostitute, perchรฉ lui guarda lโ€™uomo che soffre e non si ferma alle piaghe. รˆ una grande consolazione per noi che di ferite ne abbiamo tante: lui comunque ci cura, come fa il Samaritano.

I samaritani derivano da quei pochi ebrei che non furono deportati al tempo dellโ€™esilio e che, rimasti in patria, si assimilarono con i pagani perdendo la loro santitร . I giudei considerano la santitร  lโ€™essere gli eletti separati dagli altri popoli e perciรฒ disprezzavano profondamente i samaritani perchรฉ impuri.

Dunque la compassione del Samaritano ha ancor piรน valore perchรฉ supera il pregiudizio. Si comporta da vero sacerdote versando olio e vino sulle piaghe del ferito. Sono i segni che ancora oggi usiamo per soccorrere i malati: lโ€™unzione degli infermi e lโ€™eucaristia.

Lo porta alla locanda e lo cura, paga di tasca sua per un uomo che nemmeno conosce. Vaโ€™ e anche tu faโ€™ lo stesso. Questa parola รจ detta a noi. Gesรน ci ammonisce. Sembra dirci: se io verso di te peccatore mi comporto da Samaritano, perchรฉ tu non fai lo stesso con il tuo prossimo?

รˆ da notare che qui lโ€™essere prossimo รจ una azione attiva. Bisogna farsi prossimo, andare incontro a chi soffre, accorgersi delle ferite altrui. Mentre siamo chiusi nella nostra tranquillitร  casalinga, circondati dalle comoditร , molti uomini sofferenti bussano alla porta della nostra coscienza.

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Cosa possiamo fare per loro? La tentazione di considerarci a posto perchรฉ siamo andati in chiesa e abbiamo rispettato la legge รจ la stessa che ha sviato il sacerdote della parabola.

Il Signore, senza mezzi termini, ci chiede di avere compassione di chi รจ sfortunato, senza domandarci di che razza o religione sia.

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