L’annuncio della Parola di Dio, missione di ogni battezzato, rende certamente profeti del Signore, altoparlanti del suo messaggio, strumenti del suo potere e canali della sua Grazia. Tutto ciò però non esime il credente dall’esperienza storica e umana del rifiuto e della non accoglienza della Parola portata agli altri.
E ciò che hanno sperimentato i profeti, tra cui Ezechiele, gli apostoli, tra cui Paolo, e lo stesso Gesù, il quale, trova disprezzo e chiusura proprio da parte della sua gente, degli amici e dei parenti con cui è cresciuto. Ce ne parlano le letture della liturgia domenicale odierna, invitandoci in tal modo ad una conversione delle nostre convinzioni e dei nostri schemi riguardanti la fede in Cristo, e basati, ahinoi, sull’efficacia, sui risultati e sui meriti derivanti delle nostre bravure.
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Ora, da qui bisogna partire, come ci suggeriscono le prime battute della pagina evangelica. Sostare su sulle gratificazioni sarebbe tradire Dio, come pure la nostra identità cristiana.
don Massimiliano Scalici



