don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 21 Settembre 2025

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Su due sedie

Bugiarda la storia, diventata fake-news, che Dio mal sopporti la ricchezza, al punto tale da odiarla. Stesse cosรฌ la faccenda, cosa ci farebbero quegli amici nottambuli, due di numero, che sotto la Croce si fan trovare con le mani piene del lusso mentre incrociano la Madre addolorata del Cristo appeso?

Il primo si chiama Nicodemo โ€“ (quello) ยซche in precedenza, era andato da Gesรน di notteยป (Gv 19,39) โ€“; si presenta con cento chili di mirra e aloe per imbalsamare l’amico Gesรน. Una misura esagerata, da gente sfondata di soldi. L’altro benefattore si chiama Giuseppe, viene da Arimatea, uno che aveva giร  pensato, per tempo, a dove soggiornare dopo la morte con una certa nobiltร : alla giovane Madonna mette a disposizione il suo sepolcro nuovo, appena scavato nella roccia: non un pezzettino di terra anonimo all’angolo del cimitero, un loculo insignificante, una tomba di quelle da poveri ma una sorta di abitazione per gente d’un certo livello.

Nessuno dei due si vide rifiutare la generositร : accettรฒ entrambi i doni la Donna, a conferma che il suo Figliolo, quel gesto d’umana generositร , l’avrebbe saputo apprezzare. Eccome. Una ricchezza sfrenata fu l’ultimo garbo che due amici di vecchia data, rimasti fino ad allora nella penombra, riservarono al loro Gesรน.

โ€œA che pro, morto il mio amico, tenere per me i soldi โ€“ avrร  ragionato Nicodemo -. Nulla di meglio che dar loro un significato, cosรฌ che vivano per sempreโ€. L’uomo d’Arimatea: โ€œChe m’importa del denaro โ€“ ragionรฒ -: un ottimo servo, un pessimo padrone. รˆ meglio che li dia in beneficenza a quest’Uomo mirabileโ€.

Sul punto dell’ultimo collasso, Cristo fa i conti coi soldi degli amici, mezzi sconosciuti: fu il loro modo originale, forse, per riciclare del denaro che aveva potuto molto nella loro vita, ma non era riuscito a saziare il loro cuore. Avevano ben presente, loro due, la differenza che c’รจ tra il possedere denaro, anche tanto, e l’essere ricchi: la loro vita non avevano mai accettato che fosse stampata su una banconota.

In vita, un giorno, ne aveva accennato (non di sfuggita) il Maestro: ยซChi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importantiยป. Anche il contrario, come in tutte le faccende: ยซChi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importantiยป.

Il โ€œpocoโ€, badiamo bene, non รจ affatto poca cosa: รจ il tutto di cui noi possiamo usufruire quaggiรน in terra. Il โ€œmoltoโ€, invece, รจ la misura con la quale noi avremo a che fare nell’eternitร . โ€œCambia nulla โ€“ pare dica Cristo -: una volta che tu hai imparato a guidare la macchina nella stradina di casa, sarai capace di guidarla anche in un’autostrada. Se saprai trattare con parsimonia il poco, ne sarai capace con il moltoโ€.

Non sono le cose, per Gesรน, a fare la differenza: ciรฒ che farร  la differenza tra l’essere padrone delle cose e l’esserne succube sarร  il buon uso che se ne farร . Chi sa trattare la ricchezza come mezzo e non come fine della propria vita, sarร  capace di amministrare il โ€œpocoโ€ come il โ€œmoltoโ€ con la medesima libertร  di cuore.

La scelta, perรฒ, va fatta quaggiรน, con quelle cose di โ€œpoco contoโ€ che sono l’allenamento per poi, nell’eternitร , alzare di gran lunga l’asticella. Avendo l’avvertenza di non pensare di riuscire a salvare la capra e i cavoli: ยซNessun servitore puรฒ servire due padroniยป (cfr Lc 6,1-13). Della serie: chi non sarร  in grado di scegliere, per accontentare tutti finirร  con il non accontentare nessuno.

Poco importa, al Dio di Nicodemo e di Giuseppe d’Arimatea, se il mondo ti farร  la reputazione e ti darร  credito solo in base ai quattrini che avrai tenuto ben nascosto in cassaforte. C’รจ anche gente che dalla sua ricchezza ricava solo la paura di perderla: bisognerebbe aver l’appetito del povero per riuscire a godere la ricchezza del ricco.

Nel frattempo della scelta, Cristo rilancia il dibattito tra la gente che gli fa ressa attorno: โ€œFermi un attimo, prima di proseguire: a riempire il vostro cuore son io o le cose che possedete? Perchรจ, sapete, c’รจ differenzaโ€. C’รจ una bellissima differenza tra una rosa sul tavolo o un diamante al collo.

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Per gentile concessione di don Marco Pozza – Fonte

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