Correvano il rischio, gli amici suoi, di sciogliersi dentro unโesistenza banale come lo zucchero nellโacqua: la realtร , per comโera non riusciva piรน a risvegliare in loro un qualcosa dโeccezionale. Quando Cristoddรฌo decise di fare capolino nelle loro esistenze, mai nutrรฌ un pizzico di presunzione dโimporsi nelle loro vite: volle restare, fino alla fine, la loro occasione migliore. Unโoccasione da valutare, un segreto ospitale, una scelta da fare. Unโunica cosa il Dio cristiano sโimpose: quella di non piegarsi alla realtร comโera. Da artista, Lui tentรฒ in tutte le maniere di inventarla, pagando di tasca propria.
Fu per questo che, un bel giorno, prese le parole del passato e le sverniciรฒ alla grande, dando loro lโimpressione di non capire come sโera potuto andare avanti fino ad allora senzโaccorgersi che, cosรฌ facendo, non si riusciva piรน a riaccendere il battito del cuore. Erano secoli che, qualunque cosa succedesse allโuomo che gli chiedeva di superarsi, non aveva โniente a che vedereโ con le loro esistenze quotidiane. Fin quando venne Lui.
Lui, con la sua allegrezza in quellโinferno di ripetitivitร : ยซAvete inteso che fu detto: โOcchio per occhio, dente per denteโ (Ma io vi dico)ยป. Era sempre stato ovvio che al pugno si dovesse replicare col pugno: โMi faccio giustizia da solo!โ Siccome Lui, per cuore, era bastian contrario, propose agli amici dโagir in modo contrario: date carezze ai pugni. Non รจ che, cosรฌ facendo, il pugno ricevuto non faccia piรน male โ rimane pugno, con tutti i suoi lividi addosso โ ma la risposta data accenderร nel cuore di chi ha ricevuto quel pugno una dose di letizia che il pugno non sarร in grado di dare. San Paolo sโera fatto pugile, a furia di pugni, per difendere la legge.
Poi, devastato dalla reazione del Cristo, si raccomandรฒ di vincer il male con il bene: Cristo, con le sue esagerazioni in materia dโamore, era passato come una febbre infettiva sulla sua sete di rivincita: โNon รจ il pugno ad esser pericoloso, caro il mio Paolino โ avrร bisbigliato Dio โ ma il fanatismo di chi crede che coi pugni si sistemi tuttoโ. Per Cristo ยซocchio per occhio, dente per denteยป era diventato un disco rigato ormai da buttare. Come lโaltro: ยซAmerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemicoยป.
Del tipo: ti amo se tu mi ami, altrimenti non ti amo nemmeno io. Se invece tu non ami, allora non ti amo nemmeno io. Il Cristo, forgiatore di animi, (s)forza il cervello degli amichetti: ยซSe amate quelli che vi amano, che merito ne avrete?ยป Come dire: per vivere vite nuove occorre fare cose nuove, cose mai viste. Cose per le quali farsi irridere in faccia da tutti: riservare al nemico lโamore che lui ti ha negato, fargli una preghierina alla sera perchรจ lui si converta al bene. Invocare una piccola percentuale dโamore sopra quellโinferno di odio scatenato addosso.
โCon il โvolemose beneโ, amici miei โ รจ il non detto del Cristo โ progettiamo una vacanza. Per vivere una vita occorrerร lโamoreโ. Un invito allโeroismo, a sfidare lโimpossibile, a mostrarsi supereroi? Di tutto questo, nulla. Il motivo di questโinvito a rovesciare le idee รจ fanciullesco: ยซE se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fan cosรฌ anche i pagani?ยป Lui, insomma, propose agli amici di differenziarsi, perchรจ a vivere fotocopiati non era cosรฌ bello come il mondo ti lasciava immaginare.
Carezze, preghiere, piccoli perdรฒni quotidiani. Dettagli infinitesimali dentro il grande marasma del male giornaliero: ogni piรน piccolo dettaglio merita dโesser guardato, senza mai perdere di vista, perรฒ, il quadro generale. โDal male il bene potrร uscire?โ replica il mondo alle apparenti idiozie dellโUomo di Nazareth. Che sia scontato non si รจ mai permesso di dirlo. Che unโidea buona, invece, possa un giorno anche uscir proprio alla fine del paragrafo peggiore, nemmeno questo ha detto: lโha mostrato direttamente sulla sua pelle, mandandolo in onda sul suo volto. Che la disgrazia altrui consolidasse la propria felicitร era una scorciatoia affollata, perpetuamente trafficata. Lui sโannoiรฒ del โvolemose beneโ: inventรฒ un altro modo dโamare. Accettando di sentirsi dire chโera fuori come un balcone.
Per gentile concessione di don Marco Pozza – Fonte



