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don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 20 Ottobre 2024

Lettura del Vangelo e commento del testo che la liturgia propone per domenica 20 ottobre 2024.

Buongiorno e buona domenica a tutti.
Mi scuso per i ritardi nella produzione e nella pubblicazione dei video degli ultimi giorni, ma sono state giornate un po’ lanciate. Spero settimana prossima di riprendere con ordine e con la scadenza giusta.

Ci mettiamo in ascolto del Vangelo che la liturgia ci offre in questa domenica.

Dal Vangelo secondo Marco:
“In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, dicendogli: ‘Maestro, tu che cosa vuoi che faccia per noi?’
Egli disse loro: ‘Che cosa volete che io faccia per voi?’
Gli risposero: ‘Concedici di sedere nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra.’
Gesù disse loro: ‘Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?’
Gli risposero: ‘Lo possiamo.’
E Gesù disse loro: ‘Il calice che io bevo anche voi lo berrete e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo, ma è per coloro per i quali è stato preparato.’

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni.
Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: ‘Voi sapete che coloro i quali sono considerati governanti delle Nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così. Ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore. E chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.'”

Stupidaggine colossale di Giacomo e Giovanni, diciamola così in modo abbastanza brutto. Gesù dice: “Voi non sapete quello che chiedete.” Noi diciamolo in un linguaggio un po’ più smart: stupidaggine.

Tra l’altro, se andate a leggere il Vangelo e leggete le righe precedenti, Gesù ha appena finito di annunciare la passione. E ti viene da dire: “Ma come mettete assieme i pezzi?”
Cioè, com’è possibile che Gesù, appena finito di annunciare la passione, ha parlato della sua morte, delle torture che subirà, delle umiliazioni che subirà, e voi gli chiedete un ruolo di potere? Come le mettete assieme le due cose?

Non so che effetto fa a voi, ma per me è molto consolante. Anche gli apostoli hanno fatto una fatica incredibile per riuscire a cambiare, a convertire quell’immagine di Dio che avevano nel cuore. Anche di fronte all’evidenza di Gesù che annuncia la passione, questi non cambiano e dicono: “Ma senti, noi vogliamo potere, dai, dacci sto potere e siamo a posto così.”

Quindi, stupidaggine colossale, non hanno capito niente di Gesù. Non c’entra niente questa richiesta con lo stile di Gesù. Però è molto bello come Gesù reagisce di fronte a questa espressione di Giacomo e di Giovanni, e poi anche del gruppo dei dodici che si indignano con loro.

È bellissimo vedere come reagisce Gesù. Proviamo a vedere: prima cosa Gesù dice: “Voi non sapete quello che chiedete.” Fa un atto di verità, non è che li coccola, non gli dice: “Ma sì, dai, tutto bene, tranquilli, adesso due sistemmatine.”
“No, voi non sapete quello che chiedete.” Però poi dice anche loro una cosa bella: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete; nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati.”

Gesù sta parlando della sua passione, e in effetti Giacomo e Giovanni arriveranno ad assimilarsi a Gesù, ad essere simili a Gesù fino alla passione. Giacomo sarà il primo a ricevere il martirio. Giovanni, secondo la tradizione, non ha mai ricevuto fisicamente il martirio, però è stato prigioniero. Ha pagato anche lui per assimilarsi a Gesù, che vive la passione.

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Gesù vede più in là, Gesù vede che loro non hanno capito. “Voi non sapete quello che chiedete, ma è capace di futuro. Arriverete.”
Mi prendo cura di voi, continuo a rilanciare su di voi, sto con voi, morirò per voi perché siate capaci anche voi di vivere una vita nella logica della donazione e non nella logica del dominio.

Ora, non è ancora il momento. Ora non avete capito, ora serve ancora qualcosa perché voi possiate vivere questo stile, ma arriverete.
Guardate che è un educatore enorme, Gesù. Gesù scommette sul futuro. Vede il bene che noi possiamo fare, anche quando noi non ci crediamo. Vede il nostro lato migliore, anche quando noi non lo vediamo ancora. Scommette sulla nostra parte buona, anche quando noi tiriamo fuori la parte cattiva. Questo è il Signore, questo è quello che fa nella sua vita: muore per noi umanità peccatrice, quando noi siamo ancora peccatori, perché sia possibile per noi un futuro senza il peccato.

Bellissimo, no? Questo stile di Gesù. Quando poi gli apostoli si indignano con Giacomo e Giovanni, ma attenzione, non è l’indignazione nobile di chi dice: “Vabbè, ragazzi, non avete capito.”
È l’indignazione di chi l’invidia. “Come vi siete permessi di chiedere voi un posto di potere quando invece ce lo stiamo giocando tutti?”

Ebbene, quando gli apostoli vivono questa indignazione, quindi un gruppo sfasciato, una chiesa che non c’entra niente con lo stile di Gesù, Gesù fa un’altra cosa bellissima.
Allora Gesù li chiamò a sé. Il primo atto che fa Gesù è li chiama a sé, li chiama ancora più vicini a questa chiesa, perché questa è la chiesa, il popolo che Dio per ora ha radunato, che è lontana anni luce dal Maestro. Il Maestro non li manda via, non gli dice: “Basta, via, cambiamo.” Li chiamò a sé.

È forte la tentazione di pensare alla riforma come: “Buttiamo via tutto, spacchiamo tutto, via tutto.”
Gesù chiama a sé. Ripartiamo da capo. “Rimettetevi, rimettetevi vicino a me, rimettetevi alla mia scuola.” Gesù fa un atto, ancora una volta, da grande educatore, da grande maestro. Chiama a sé, convoca, non disperde. Chiama, non caccia via.

E poi dice questa frase molto bella: “Tra voi però non è così.” Attenzione: non sta dicendo “tra voi non sarà così.” Tra voi non è così.
I capi dominano, i governanti spadroneggiano, ma tra voi non è così. A una chiesa sfasciata Gesù assegna un ruolo di profezia: “Tra voi non è così, voi potete essere qualcos’altro. Anzi, siete già qualcos’altro, vi ho già fatto il dono di essere un’alternativa credibile alle logiche di dominio, vi ho già fatti i profeti.”

Bellissima, no? Questa cosa: a una chiesa disgregata, una chiesa che non sa da dove partire, Gesù dice: “Tra voi non è così. Voi potete essere qualcos’altro, voi siete qualcos’altro, vi ho già dato la grazia di essere qualcos’altro.”

Ringraziamo il Signore che con noi è davvero un Maestro grande e buono e cerchiamo di stare con lui e di chiedergli pian piano di convertire la nostra immagine di Dio, la nostra immagine di chiesa, perché possiamo diventare conformi alla sua passione e alla sua gloria.

Grazie e buona domenica di cuore a tutti.

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