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don Luigi Verdi – Commento al Vangelo di domenica 9 Novembre 2025

Un corpo fragile
è il “nido”
di Dio

Oggi Gesù entra nel tempio non come spettatore e neppure come un devoto distratto, ma come un figlio indignato, scandalizzato nel vedere la sua casa trasformata in un mercato.

Me lo immagino con lo sguardo che si accende e le mani che sferzano; improvvisi e potenti sono i suoi gesti: tavoli rovesciati, monete che rotolano a terra, colombe che volano via. Potrebbe sembrare violenza cieca, ma è invece passione per ciò che è autentico e che è stato degradato.

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Porta aria in quel tempio Gesù, porta il suo respiro puro, vero, originario: libera lo spazio sacro dalle logiche del calcolo; ribalta i nostri compromessi; ci ricorda che tutto ciò che è sacro non si compra e non si vende. È gratis, come l’amore del Padre. Gesù fa spazio, riapre tutti i varchi, ogni più stretto passaggio affinché l’incontro con Dio non sia filtrato dal denaro, dal potere, dal possesso e non sia più sottomesso alle nostre logiche economiche.

Libera Dio dalle gabbie in cui lo abbiamo chiuso, anche la gabbia fatta dalle mura di un tempio, di una cattedrale, di una chiesa. Dio è il vento che non si lascia intrappolare. E così le pietre diventano inutili, anche quelle che ci sono volute per costruire il tempio in tutto il suo splendore. Basta un corpo, fragile e amato, fatto di carne e di storia.[…] Continua a leggere su Avvenire.