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don Luigi Verdi – Commento al Vangelo di domenica 2 Febbraio 2025

Simeone l’anziano che vide in Gesù il Messia

A furia di tenere gli occhi bene aperti non si riesce a star fermi, si viene “mossi”, spinti, urtati verso quel che si aspetta e appena si intravede. Occhi spalancati di giorno e di notte, perché le promesse sono promesse e quel Dio non può deludere: Dio è fedele, molto più di noi e Simeone lo sa, per questo è detto «uomo giusto e pio».

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Forse lo ha cercato dappertutto, senza mai smettere di aspettarlo quel Messia che gli era stato promesso; forse non vedeva l’ora di trovarlo perché ormai era “sazio di giorni”, stanco di quella stanchezza piena, compiuta, di una vita spesa bene, una vita intera a desiderare Dio.

Aspettava il compimento, il vecchio Simeone, aspettava di riconoscere il Messia. E chissà se se l’era immaginato così quel Messia, un Bambino da stringere tra le braccia, un Bambino che per tutti gli altri non era altro che un bambino, ma che per occhi che desiderano vedere diventa il volto di Dio. Occhi che hanno saputo aspettare.

Come l’avrà tenuto tra le braccia il vecchio Simeone quel Bambino? Lo avrà stretto sul cuore, guardandolo stupito? Avrà avuto paura di fargli male? «I vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte», canta Fabrizio de Andrè e allora le sue mani rugose lo avranno appena sfiorato, piano, per non sciupare Dio.Oggi due vecchi, Anna e Simeone, sono i portatori del Nuovo che fa irruzione nella storia, capaci di scorgere la luce e la gloria, che altro non è che bellezza pura, intatta. 

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