La semina è già fatta, servono dei “raccoglitori”
Dall’alto qualcuno guarda e vede la stanchezza dell’essere umano, ne sente la fatica e lo strazio. C’è qualcuno che guarda e sente in sé il dolore, come fosse cosa sua, la sua pelle, la sua ferita. È questa, in fondo, la compassione.
Dall’alto qualcuno guarda e vede che il mondo è ancora cosa buona come all’origine, come “nel principio” in cui tutto ebbe inizio: la messe è ricca ed abbondante, abbastanza perché quel qualcuno abbia ancora fiducia nella bontà di quell’uomo ferito e stanco.
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Gesù cerca dei raccoglitori, dei volontari altruisti a cui spetta solo la mietitura: servono mani, volti, cuori disponibili. La fatica più grande è stata già fatta da quel Qualcuno, lo spargitore di semi, il contadino generoso che getta la vita tra rovi, sassi e terreno buono e fecondo; la semina l’ha fatta quel coltivatore stravagante e incurante dei calcoli, degli interessi, del ricavo. Strano tipo, certo, se lo confrontiamo alle nostre logiche economiche.[…] Continua a leggere su Avvenire.
