Il brano del Vangelo di Luca di oggi detta subito il passo giusto per vivere seriamente il tempo della Quaresima. Innanzitutto Gesรน precisa che la Sua missione non รจ una passeggiata, ma un cammino che lo porterร ad essere rifiutato e ucciso: “Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno”.
Bisogna perรฒ non omettere mai la parte finale di questa condivisione di Gesรน, perchรฉ senza resurrezione la Croce rimane incomprensibile, insopportabile, invivibile. Troppo spesso il nostro cammino cristiano ha gli occhi fissi sulla Croce senza che essa sia messa a fuoco nel grande fondale della resurrezione.
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Anche la Quaresima puรฒ farci riempire gli occhi di noi stessi, dei nostri limiti, delle parti della nostra vita da convertire, e magari farci dimenticare che la visione di noi stessi รจ insopportabile se non รจ innestata nel grande fondale dell’Amore di Dio.
La seconda cosa che il vangelo di oggi ci ricorda รจ che bisogna imparare a disobbedire a noi stessi, e ciรฒ perchรฉ questa รจ l’unica maniera in cui possiamo essere realmente liberi: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.
In questo modo non passeremo il tempo sulla difensiva <<A tentare di salvare il salvabile, ma passeremo la vita in zona dโattacco, provando, riprovando, rischiando, scommettendo: “Chi vorrร salvare la propria vita, la perderร , ma chi perderร la propria vita per me, la salverร ”.>>
E fare questo รจ necessario per una veritร cosรฌ semplice che delle volte dimentichiamo: a che cosa serve avere tutti gli ingredienti e non preparare nessuna torta? Non รจ l’accumulo delle cose di questa vita che ci renderร felici, ma la capacitร di trovare un senso a ciรฒ che abbiamo.
E il senso delle cose lo si trova solo se trovi un senso a ciรฒ che sei. Ha quindi profondamente ragione Gesรน a dire: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?โ.
Commento di don Luigi Maria Epicoco al Vangelo di Lc 9, 22-25.
Chi perderร la propria vita per causa mia, la salverร .
