don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 25 Dicembre 2020

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Il cristianesimo si poggia sua una serie fortunata di imprevisti. Il primo รจ la nascita di un bambino in una sperduta regione della Giudea. Nascere al tempo di Gesรน era un gran rischio…

E’ il rischio che corrono ancora oggi tutti quei bambini che vengono al mondo in quelle regioni della terra dove la globalizzazione ha solo tolto le risorse ma non ha lasciato nessun confort e nessun segno di quella che noi oggi chiamiamo civilizzazione. I bambini poveri nascono non nelle cliniche, ma dove capita. Vengono al mondo per espulsione della natura e non per decisione di qualche parto cesareo. Gesรน nasce cosรฌ. Nasce povero, in uno sperduto villaggio della Giudea di nome Betlemme. E questo bambino non solo fin da subito combatte per restare in vita, nonostante sia nato in una stalla e adagiato in una mangiatoia. Questo bambino nasce giร  con addosso la taglia dei potenti del tempo. Erode fin da subito manda il suo esercito a sterminarlo, e per sicurezza fa ammazzare tutti i bambini del contado dove si dice sia venuto al mondo. Ma “imprevedibilmente” si salva.

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Giร  “imprevedibilmente” era nato da una fanciulla Vergine. Poi “imprevedibilmente”, protetto dalla dedizione di un uomo che credeva ancora al valore dei “sogni”, Giuseppe, riesce ad espatriare, divenendo ancora piccolo, profugo. Oggi si chiamerebbe “rifugiato politico”, ma alla gente piace chiamarli extracomunitari.

L’Onnipotente ha un Figlio. E questo figlio รจ un bambino debole, povero e profugo. E’ improbabile che possa compiere quello per cui รจ venuto al mondo. Eppure “imprevedibilmente” ce la fa.

Molte volte la nostra vita, ci suggerisce che forse รจ improbabile che ci sia davvero un senso a tutto. Che esista davvero qualcosa che ci renderร  felici. Che esista giustizia per tutti gli oppressi della storia. Consolazione per chi soffre in maniera innocente. Pace per chi vive l’inquietudine delle cose brutte. Eppure la nostra fede ci ricorda che “imprevedibilmente” questo puรฒ accadere. Ecco perchรจ il Natale รจ una festa di immensa speranza, perchรจ ci fa attendere a occhi spalancati l’arrivo di quell “imprevisto” che cambia il finale di una partita quasi persa. Ma questo imprevisto non viene nella “gloria”, ma nella “fragilitร ” e nella “povertร ” della nostra condizione umana. Per questo auguro a me e a tutti di tener sempre da conto la nostra umanitร , anche se fragile, anche se ferita, anche se debole, anche se a volte indegna, perchรจ in essa Cristo รจ voluto nascere.
Buon Natale.

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