- Pubblicità -

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 21 agosto 2026

Vangelo del giorno di Mt 22,34-40

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.
Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

- Pubblicità -

Parola del Signore.

“Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Inizia così il Vangelo di oggi, con una domanda che per un pio israelita non è una domanda banale dovendo rispettare più di seicento comandamenti e prescrizioni.

Sembra che vogliano da Gesù una sintesi convincente e lui la fornisce con la sua solita genialità:

“Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il second è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»”.

Gesù ha racchiuso tutta la questione religiosa nella riconciliazione dell’amore a Dio e al prossimo. Non due amori contrapposti, ma due amori l’uno dentro l’altro.

Un Dio senza il prossimo è un dio inventato, e un prossimo senza Dio è solo un disperato che resta tale.

In questo senso anche noi possiamo capire a che punto è la nostra fede guardando la qualità del bene che vogliamo alla gente che abbiamo accanto.

E possiamo capire quanto bene vogliamo alle persone dal tempo che investiamo nella nostra relazione profonda con Dio che prende il nome di preghiera.

- Pubblicità -

Infatti chi prega non fa essenzialmente un favore a se stesso ma agli altri, perché la preghiera ci fa talmente tanto bene che chi ci incontra gode della luce che ci abita.