don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 15 Febbraio 2026

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Vangelo del giorno di Mt 5,17-37

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

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Parola del Signore.

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”.

Quando un albero è giovane lo si lega ad un palo affinchè cresca dritto.

Quando è in grado di rimanere dritto da solo il palo viene sciolto e tolto.

Ugualmente la Legge, i comandamenti, i precetti, le regole, l’impegno e la fatica che ci mettiamo, sembrano tutte costrizioni, cose che ci legano, che ci limitano, che non vorremmo, ma in realtà il loro ruolo è lasciarci interiorizzare ciò che essi contengono.

Gesù viene a scioglierci da ogni costrizione esterna ma solo a patto che la Sua opera si interiorizzi dentro ciascuno di noi.

Questa opera di interiorizzazione è la vita spirituale.

In questo senso Egli non abolisce ma dà pieno compimento.

Finchè la nostra vita spirituale non diventa matura l’unica cosa che potrà salvarci è essere fedeli a una regola, a un metodo, a una fatica.

Seguire Gesù significa arrivare a una libertà talmente grande che niente potrà più togliercela.

Questa è la libertà interiore, ed essa non può essere più legata da nessun altra cosa esteriore.

Da quel momento qualunque cosa ci capiti esteriormente potrà farci soffrire ma non potrà più veramente farci del male.

Questa possibilità non nasce come una tecnica ma è stata comprata a caro prezzo.

Gesù è morto in Croce perchè noi fossimo liberi così.

E’ questa la Grazia.

E’ questo il dono che ci ha fatto.

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