don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2025

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โ€œAppena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasseโ€.

Lโ€™esperienza del male, in tutte le sue forme (fisica, psichica e spirituale), รจ una delle esperienze che caratterizza la vita umana. Sappiamo che il male รจ tale perchรฉ ci oscura lโ€™orizzonte, ci toglie la speranza, restringe la vita, ci spinge verso la morte, toglie prospettive positive, ci riempie di rabbia, immobilizza la nostra volontร .

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Potremmo ancora continuare lโ€™elenco, ma credo che ognuno di noi si sia abbondantemente riconosciuto in una o piรน di queste esperienze. In certe situazioni sappiamo che dobbiamo reagire, ma รจ da ingenui pensare che noi da soli abbiamo la forza di tirarci fuori.

Ecco allora che nasce dentro di noi la consapevolezza di avere bisogno che qualcuno ci aiuti, che qualcuno ci tiri fuori dallโ€™angolo. Il vero problema รจ che gli altri possono aiutarci, ma solo fino a un certo punto. Gesรน รจ invece colui che ha la forza di tirarci radicalmente fuori dal male, in ogni sua dimensione.

Serve perรฒ โ€œtoccarloโ€, cioรจ fare di Lui unโ€™esperienza concreta. Per noi cattolici la via ordinaria di โ€œtoccareโ€ Gesรน sono i sacramenti, e accanto ad essi la Parola di Dio, che ne prepara lโ€™incontro e ne fornisce anche lโ€™atteggiamento giusto.

La preghiera non รจ la forza del pensiero, la preghiera รจ il tentativo di entrare in un rapporto reale con Cristo. Io prego quando lo cerco. Io prego quando lo vado a cercare lรฌ dove sono sicuro che Egli ci sia.

Se tu vuoi guarire, cercalo come le folle del Vangelo di oggi. Cercalo nella Chiesa, che รจ un poโ€™ la frangia del Suo mantello. Cercalo in una buona confessione, in una comunione eucaristica rettamente vissuta, in un fratello o in una sorella che sai essere dei testimoni autentici del Suo amore.

Non fermarti al desiderio, fai qualcosa, anzi lascia che Egli possa fare per te qualcosa.

Fonte


Autore: don Luigi Maria Epicoco
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