don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo del 7 Giugno 2020

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Dovโ€™รจ caritร  e amore, lรฌ cโ€™รจ Dio!

Oggi รจ la festa di Dio: non dimentichiamo perรฒ che tutti i giorni sono doni di Dio e quindi li possiamo vivere tutti come festa di Dio, come un grazie a Chi ci dร  la vita e ci dร  la speranza insieme alla vita. Ma noi, purtroppo, abbiamo poca memoria, soprattutto nei riguardi di Dio: allora questo giorno serve a ricordarci il dovere di amare Dio tutti i giorni.

Ma come si festeggia Dio?

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Certamente Dio non ha bisogno di nulla. Dio รจ felice e noi non possiamo dargli niente, che non sia giร  suo. Perรฒ, cโ€™รจ qualcosa, cโ€™รจ uno spazio di cui Dio si รจ quasi privato per riaverlo da noi: รจ lo spazio della nostra libertร , la libertร  di amare o di odiare, la libertร  di credere o di ribellarci. La festa di Dio, allora, รจ la nostra fede e il nostro amore: la festa di Dio รจ la nostra libertร  che diventa fede e amore.

Il vangelo, a questo proposito, dice: ยซDio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchรฉ il mondo sia salvato per mezzo di luiยป. Ciรฒ significa che chi crede nellโ€™unigenito Figlio di Dio ยซnon รจ condannatoยป e, pertanto, in cielo, cioรจ nel cuore di Dio, si fa festa perchรฉ Lui aspetta la nostra conversione: e la nostra conversione รจ la sua gioia, la sua festa.

La prima lettura di questa domenica, tratta dal libro dellโ€™Esodo, appartiene a un contesto nel quale si sottolinea il grande desiderio che aveva Mosรจ di incontrare Dio, di vedere Dio! Nellโ€™anima di Mosรจ bruciava un desiderio, ardente come il roveto, di giungere allโ€™incontro con Dio.

In America, alcuni anni fa, venne fatto un esperimento: un annunciatore televisivo, davanti a un pubblico scelto, doveva dire una parola e le persone dovevano immediatamente dire tutto ciรฒ che la parola evocava in loro. A un certo punto lโ€™annunciatore pronunciรฒ una parola fuori programma: ยซDioยป. Il pubblico cadde in un totale silenzio. La parola ยซDioยป non evocava nulla nella loro coscienza. Fatto terribile!

Il progresso ha esaltato lโ€™essere umano e lโ€™ha staccato dalla natura rinchiudendolo nella tecnica; il chiasso lโ€™ha stordito; lโ€™immoralitร  lโ€™ha appesantito; lโ€™orgoglio lโ€™ha accecato. Dio diventa allora lontano, estraneo, irraggiungibile. Talvolta si sente dire: Dio รจ uno solo. O lo chiami Allah, o lo chiami Geova, o lo chiami Padre, รจ la stessa cosa. Non รจ vero: questo รจ un ragionamento paurosamente superficiale. รˆ come dire: il cielo รจ uno solo. O lo guardi a occhi chiusi, o a occhio nudo, o col cannocchiale, o col telescopio: รจ la stessa cosa! Lo capiamo tutti che non รจ la stessa cosa. Infatti, ci sono varie intensitร  nellโ€™avvicinarsi alle cose, alle persone e anche a Dio.

A questo punto รจ lecito chiedersi: che cosa dice di speciale il cristianesimo su Dio? Ebbene, noi crediamo che Dio ha preso un corpo umano, รจ entrato nella nostra storia, ha acceso una luce per diradare il nostro buio. In Cristo, Dio ha fatto conoscere il suo volto, il suo cuore. Dunque possiamo dire che in Cristo noi abbiamo conosciuto Dio-Amore. Nel vangelo di oggi, infatti, lโ€™evangelista riporta le parole rivolte da Gesรน a Nicodemo: ยซDio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eternaยป. Dunque Dio รจ Amore, Dio รจ Caritร , Dio รจ Bontร .

Quindi Dio รจ Trinitร  perchรฉ รจ Amore e lโ€™amore diventa comunitร  di Padre, Figlio e Spirito Santo. Diceva santโ€™Agostino: ยซdire che Dio รจ Amore o che Dio รจ Trinitร  รจ la stessa cosaยป.

รˆ stato Gesรน, infatti, a rivelarci questo dicendo che il Padre e lui sono una cosa sola (cf Gv 10,30).

Certamente si tratta di un mistero. Ma Dio non puรฒ non essere un mistero! Noi non comprenderemo mai come tre Persone, uguali e distinte, siano un unico Dio.

Fermiamoci davanti a questo mistero e meditiamo sulla parole del filosofo Pascal, il quale diceva: ยซLe cose umane si capiscono studiando, le cose di Dio si capiscono amandoยป.

San Giovanni nella sua prima lettera scrive: ยซSe uno dice: โ€œIo amo Dioโ€ e odia suo fratello, รจ un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non puรฒ amare Dio che non vede.ย E questo รจ il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratelloยป (cf 1Gv 4,20-21).

Accogliamo tale invito amandoci gli uni gli altri: solo cosรฌ lโ€™amore di Dio – ยซche ci ha amati per primoยป (1Gv 4,19) – puรฒ diffondersi e manifestarsi nella storia perchรฉ, come canta un antico inno della chiesa: ยซDovโ€™รจ caritร  e amore, lรฌ cโ€™รจ Dioยป!


Don Lucio D’Abbraccio

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