Vegliare nellโattesa: andare con gioia incontro al Signore!
Il Salmo Responsoriale di questa prima domenica di Avvento ci consegna un ritornello semplice e potente: ยซAndiamo con gioia incontro al Signoreยป. ร lโinvito che apre questo tempo antico e sempre nuovo, non come un conto alla rovescia verso il Natale, ma come un viaggio dellโanima, un cammino che ci rimette in piedi e ci rimette in cammino.
Eppure, il Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato sembra, a prima vista, tuttโaltro che gioioso: ci parla del diluvio, di persone prese e lasciate, di ladri nella notte. Sembra quasi un invito alla paura. Ma proprio qui si nasconde il segreto che Gesรน vuole rivelarci. Ai tempi di Noรจ โ dice il Vangelo โ le persone ยซmangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano maritoยป. Non stavano facendo nulla di male, per caritร ! Il problema non era cosa facevano, ma come lo facevano: senza vigilanza, senza uno sguardo oltre, senza accorgersi di nulla. Non si accorsero di nulla. Ecco la diagnosi.
E se guardiamo le nostre giornate, non siamo forse simili? Ci svegliamo e il primo gesto รจ controllare le notifiche sul telefono; beviamo il caffรจ di fretta; saliamo in auto o sui mezzi giร nervosi; affrontiamo scadenze e impegni; torniamo a casa stanchi e ci rifugiamo davanti allo schermo della TV o dello smartphone. Facciamo tante cose, ma rischiamo di essere spiritualmente addormentati. Come quei contemporanei di Noรจ: presenti fisicamente, ma con il cuore altrove. Viviamo col pilota automatico.
Il Vangelo oggi ci dice: ยซVegliateยป. Non nel senso di tenerci svegli tutta la notte con gli occhi spalancati, ma di vivere da svegli anche nelle cose piรน ordinarie. Due uomini nel campo, due donne alla mola: fanno la stessa identica cosa, eppure uno viene preso e lโaltro lasciato. Lโattivitร esteriore รจ identica: la differenza รจ tutta nellโatteggiamento interiore. ร come due persone che camminano sulla stessa strada: una guarda solo lโasfalto sotto i piedi; lโaltra alza lo sguardo e vede la luce del cielo, i colori del tramonto. Apparentemente fanno lo stesso, ma vivono in due mondi diversi.
Per aiutarci a capire, riprendo alcune immagini significative. La prima รจ quella della mamma che di notte si sveglia al minimo respiro del suo bambino: non sta โvegliandoโ perchรฉ teme un pericolo, ma perchรฉ ama. Oppure quel fidanzato che guarda continuamente lโorologio aspettando lโarrivo della sua amata. Oppure quel malato che attende con ansia lโalba dopo una notte difficile. Ecco la vigilanza del Vangelo: un cuore desto, un cuore che spera, che attende, che ama.
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SantโAgostino diceva che Cristo viene in tre modi: ยซnella carne a Betlemme, nella gloria alla fine dei tempi, e ogni giorno nel cuore di chi lo attendeยป. E questa terza venuta โ quella quotidiana, silenziosa, nascosta โ รจ quella che dimentichiamo piรน facilmente. Ma รจ proprio questa che lโAvvento ci invita a riscoprire. Anche San Bernardo parlava di una ยซvenuta intermediaยป, nella quale Cristo visita le anime che lo cercano. Cristo viene oggi: in un collega che ci chiede aiuto, in un momento di silenzio che potremmo dedicare alla preghiera invece che allo smartphone, in una difficoltร che puรฒ farci crescere se la viviamo con fede.
Vorrei ora portarvi un esempio concreto, uno di quelli che parlano piรน della teologia stessa. Una cassiera di supermercato che ho conosciuto lavorava, e lavora tuttora, per otto ore al giorno sempre allo stesso modo, passando articoli al lettore di codici a barre senza interruzione. Eppure aveva, e ha, negli occhi una luce speciale. Un giorno le ho chiesto il suo segreto. Mi ha risposto dicendomi: ยซOgni cliente che passa รจ Cristo che mi viene incontro. Alcuni sono gentili, altri maleducati, ma in ognuno cerco di vedere Luiยป. Ecco la vigilanza: vedere oltre, accorgersi della presenza del Signore nella vita ordinaria.
E per comprendere meglio cosa significhi Avvento, racconto una storia. Cโera una volta un villaggio ai piedi di una montagna. Gli abitanti erano tutti impegnati: il fornaio faceva il pane, il fabbro batteva il ferro, i bambini giocavano. Un giorno arrivรฒ la notizia che il re sarebbe passato da lรฌ, ma nessuno sapeva quando. Alcuni dissero: โSarร fra mesi, non preoccupiamoci oraโ. Altri: โMagari non vieneโ. Ma una vecchia donna iniziรฒ subito a preparare: pulรฌ la sua casa, preparรฒ il pane migliore, mise fiori alla finestra. I vicini ridevano: โPerchรฉ ti affatichi tanto, se non sai quando arriva?โ. Lei sorrideva e continuava. Passarono giorni e settimane. Poi, una sera al tramonto, arrivรฒ davvero il re. Bussรฒ alla porta della vecchina: solo lei era pronta. E quando le chiesero come avesse fatto, rispose: โNon sapevo il giorno, ma sapevo che sarebbe venuto. E chi ama non aspetta lโultimo momentoโ.
Questa รจ lโessenza dellโAvvento. Non siamo persone che attendono annoiate, come in una sala dโattesa. Siamo persone che si preparano, che tengono il cuore sveglio, la casa interiore in ordine, la lampada accesa. LโAd-ventus non รจ solo โattesaโ: รจ โvenutaโ. Significa che Lui รจ giร in viaggio verso di noi.
E per imparare questa vigilanza amorosa, nessuno รจ maestro migliore di Maria. Lei che ha vissuto lโAvvento nel modo piรน vero, portando Gesรน nel suo grembo. Lei che ha saputo dire โsรฌโ quando lโangelo รจ venuto, che ha custodito ogni parola nel cuore, che รจ rimasta fedele persino sotto la croce. Maria รจ la Virgo vigilans, la Vergine vigilante. A Lei affidiamo questo tempo recitando questa semplice preghiera da me scritta:
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Insegnaci, o Maria, a vegliare con il cuore aperto; a vivere ogni giorno come un dono; a riconoscere tuo Figlio che viene verso di noi nelle vesti dellโordinario. E quando verrร lโora, faโ che ci trovi pronti, con la lampada accesa e il cuore pieno di gioia. Aiutaci, o Vergine Santa, ad andare con gioia incontro al Signore. Non domani. Non quando avremo tempo. Ma oggi. Amen!
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
Chi รจ Don Lucio D’Abbraccio?
Don Lucio D’Abbraccio
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