don Lucio D’Abbraccio – Commento al Vangelo del 3 Luglio 2022

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Don Lucio D’Abbraccio

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La messe รจ abbondante, ma sono pochi gli operai!

Il brano del vangelo ci parla della missione. Il Signore, scrive san Luca, ยซdesignรฒ altri settantadue e li inviรฒ a due a due davanti a sรฉ in ogni cittร  e luogo dove stava per recarsiยป. Settantadue รจ un numero simbolico: esso fa riferimento ai settantadue popoli che hanno origine dai figli di Noรจ, come racconta la Genesi, oppure secondo alcuni richiama i settanta anziani che furono chiamati a collaborare con Mosรจ. Inoltre ai tempi di Gesรน si pensava che settantadue fossero le nazioni sparse sulla terra: ciรฒ sta ad indicare che nessuno รจ escluso da questo annuncio di salvezza e che tutti siamo apostoli, tutti siamo missionari.

Lโ€™evangelista sottolinea che costoro non vanno da soli, ma due a due, perchรฉ la prima testimonianza che devono portare รจ quella della vita comunitaria di fratelli che si vogliono bene e vivono quello che annunciano, ma anche perchรฉ dove due o tre sono uniti tra loro, il Signore รจ in mezzo a loro. Luca prosegue scrivendo che Gesรน diceva loro: ยซLa messe รจ abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perchรฉ mandi operai nella sua messe!ยป. Ciรฒ significa che non dobbiamo scoraggiarci per le difficoltร  che incontreremo: la societร  al tempo di Gesรน non era certamente piรน disposta ad accogliere il vangelo di quanto lo sia la societร  di oggi. Cristo lo sa bene, ed รจ per questo che invita i suoi a pregare affinchรฉ questa sproporzione tra lโ€™ingente messe e la scarsitร  di operai, possa essere colmata dalla preghiera in modo che il Signore della messe invii operai. Del resto, non cโ€™รจ missione che non sia preceduta da una supplica a Dio. Del resto, non aveva lo stesso Gesรน dato lโ€™esempio, pregando prima di chiamare i Dodici? (cf Lc 6, 12-13).

Lโ€™apostolo Paolo, nella lettera ai Filippesi, scrive: ยซTutto posso in colui che mi dร  la forzaยป (cf Fil 4, 13). Purtroppo noi crediamo molto in noi stessi, nelle nostre forze e pochissimo in Dio. Per questo il nostro apostolato non parte dalla preghiera vera, dalla preghiera umile, dalla preghiera perseverante: e allora restiamo sconfitti.

I settantadue sono inviati da Gesรน ยซcome agnelli in mezzo a lupiยป: essi sono inermi, dotati solo della capacitร  conferita loro da Gesรน di sottrarre terreno allโ€™azione di satana, attraverso parole e azioni che attingono la loro efficacia dalla potenza del Signore. Il Signore, quindi, non nasconde che i missionari incontreranno difficoltร  e rifiuto. Essi perรฒ hanno il modello da seguire: Cristo Signore. Lโ€™unica loro preoccupazione deve essere quella di annunciare il Vangelo. Per questo devono essere liberi e agili, non appesantiti da nessun segno di ricchezza o di potere e non distratti da saluti lunghi e formali; infatti la pace che essi portano non รจ solo augurio verbale, ma dono autentico e raggiunge la vita di chi รจ giร  desideroso di riceverla; non basta annunciare la pace, occorre essere operatori di pace.

Inoltre, essi accetteranno lโ€™ospitalitร  del primo che li accoglie, senza cercare sistemazioni piรน comode e gradevoli; mangeranno e berranno quello che sarร  loro offerto, guariranno i malati e diranno loro: ยซรˆ vicino a voi il regno di Dioยป. Perรฒ, prosegue lโ€™evangelista, essi incontreranno anche persone che non li accoglieranno, ma il regno รจ presente pure per loro, sotto forma di giudizio di condanna. Ma costoro non vengono condannati subito, come avrebbero voluto Giacomo e Giovanni. Fino al giudizio ci sarร  ancora tempo di conversione, come รจ avvenuto proprio con i samaritani, che non hanno accolto Gesรน, ma accoglieranno i missionari dopo la risurrezione, secondo il racconto degli Atti.

Ed infine, i settantadue, tornando dalla loro missione sono pieni di gioia, ma anche un poโ€™ esaltati: hanno predicato e hanno fatto miracoli nel nome del Signore, in particolare hanno vinto contro i demรฒni, che davanti a loro sono fuggiti. Ciรฒ significa che chi si affida radicalmente a Cristo sperimenta la sua protezione e ascolta la sua voce che lo rassicura: ยซnulla potrร  danneggiarviยป.

Dunque, anche di fronte al successo della missione, il cristiano riconoscerร  che ciรฒ รจ dovuto essenzialmente allโ€™intercessione di Cristo stesso e, questi doni sono stati dati dal Signore per annunciare il Vangelo e servire gratuitamente i nostri fratelli. Il motivo della gioia, allora, deve essere un altro: collaborare con Cristo e accettare la croce che il Signore ci daโ€™! Ciรฒ ci prepara un posto in paradiso ยซrallegratevi piuttosto perchรฉ i vostri nomi sono scritti nei cieliยป.

Sรฌ, la nostra vera gioia consiste nella protezione del Signore, nel fatto che egli, dopo averci chiamati, non deluderร  le nostre attese, ma attraverso di noi diffonderร  sulla terra il suo Vangelo: ci รจ stato chiesto solo di seguire Gesรน Cristo dovunque lui vada (cf Ap 14, 4), sapendo che possiamo annunciarlo agli altri uomini solo se egli vive in noi.

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