Don Lucio D’Abbraccio
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Abbiamo fiducia nella Luce vera?
Abbiamo ascoltato il prologo del quarto vangelo, giร proclamato nella messa del giorno di Natale. Questo brano evangelico ogni anno viene proclamato in questa domenica ma, se giร รจ stato letto nel giorno di Natale, perchรฉ la chiesa oggi lo ripropone? La chiesa lo ripropone perchรฉ esso ci invita a tornare a Betlemme, rimetterci dinanzi al presepio e contemplare il grande mistero dellโIncarnazione, della Parola che si รจ fatta carne: ยซIn principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dioยป. Questa Parola, per mezzo della quale Dio ha creato ogni cosa: ยซtutto รจ stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla รจ stato fatto di ciรฒ che esisteยป, รจ vita e luce per lโumanitร intera: ยซin lui era la vita e la vita era la luce degli uominiยป.
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Ma lโumanitร accoglie il progetto di Dio? Essere veri credenti รจ difficile: la fede รจ una vera lotta con se stessi e con il proprio orgoglio; la fede รจ consegnarsi a Dio, รจ lasciarsi condurre da lui. Abbiamo davvero fede in Dio? Lโevangelista Luca, nel suo vangelo, riferisce un formidabile interrogativo posto da Gesรน: ยซIl Figlio dellโuomo, quando verrร , troverร la fede sulla terra?ยป (cf Lc 18,8). A questa domanda il vangelo non dร risposta perchรฉ la risposta la deve dare ciascuno di noi. Qual รจ la nostra risposta?
San Giovanni scrive che ยซla luce splende nelle tenebre e le tenebre non lโhanno vintaยป. Lโevangelista con queste parole vuole sottolineare che lโuomo, se vuole, puรฒ mettersi contro Dio, ma, cosรฌ facendo, fa esperienza delle tenebre e della morte. Dio infatti รจ la vita: รจ possibile chiudersi a Dio, รจ possibile rifiutarlo, ma senza Dio si muore; senza Dio la vita diventa una condanna; senza Dio lโuomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia, perchรฉ come scrive san Giovanni: ยซsenza di me non potete far nullaยป (cf Gv 15,5). La risposta, dunque, alla nostra domanda รจ: ยซnoi non possiamo vivere senza Dio, non possiamo vivere senza la luce e, nonostante le nostre fragilitร , non dobbiamo mai perdere la fede in Dio, in Colui che tutto puรฒยป!
I Padri della chiesa asseriscono che i semi del Verbo โ scintille di luce โ sono in ogni persona, e questo ci riempie di gratitudine e di speranza. Perรฒ, se la luce spesso non trova accoglienza dipende anche da noi cristiani, che invece di dare testimonianza alla luce continuiamo a brancolare nelle tenebre in mezzo ad ambiguitร , a compromessi, a situazioni torbide. Anche la chiesa-istituzione non sempre รจ esente da questa controtestimonianza.
Ebbene, il vangelo di oggi ci invita ad incontrare Cristo, che รจ la luce vera, ad incontrare il ยซVerbo che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di veritร ยป. Nel linguaggio biblico ยซcarneยป significa lโuomo intero colto nella sua fragilitร e caducitร , designa cioรจ la massima distanza tra lโuomo e Dio; eppure questa distanza viene colmata proprio nella carne dellโuomo Gesรน di Nazaret, carne in cui si contempla la gloria di Dio! La Parola eterna si รจ fatta carne, Colui che era fin da principio si รจ fatto uomo, lโInvisibile si รจ fatto visibile. Sรฌ, la vita eterna di Dio si รจ manifestata come vita di quel Gesรน che ha potuto essere ascoltato, visto, contemplato, palpato (cf 1Gv 1,1), come dirร il discepolo amato: ยซla vita si manifestรฒยป, รจ apparsa in una carne mortale, ยซe noi lโabbiamo veduta e di ciรฒ diamo testimonianzaยป (cf 1Gv 1,2).
Ed infine il prologo si conclude con quellโaffermazione straordinaria che contiene in sรฉ tutta la singolaritร del cristianesimo: ยซDio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che รจ Dio ed รจ nel seno del Padre, รจ lui che lo ha rivelatoยป. Questa veritร non richiede da noi parole di commento, ma solo un ascolto obbediente alla parola del Salvatore e a vivere ogni giorno facendo sempre la volontร del Padre nostro che รจ nei cieli.




