Cristo, luce delle genti, ci aiuti ad essere luce per gli altri!
Nel suo racconto dellโinfanzia di Gesรน, san Luca sottolinea come Maria e Giuseppe fossero fedeli alla Legge del Signore. Con profonda devozione compiono tutto ciรฒ che รจ prescritto dopo il parto di un primogenito maschio. Si tratta di due prescrizioni molto antiche: una riguarda la madre e lโaltra il bambino neonato. Per la donna รจ prescritto che si astenga per quaranta giorni dalle pratiche rituali, dopo di che offra un duplice sacrificio: un agnello in olocausto e una tortora o un colombo per il peccato; ma se la donna รจ povera, puรฒ offrire due tortore o due colombi (cfย Lvย 12,1-8).
San Luca precisa che Maria e Giuseppe offrirono il sacrificio dei poveri โ ยซuna coppia di tortore o due giovani colombiยป -, per evidenziare che Gesรน รจ nato in una famiglia di gente semplice, umile ma molto credente: una famiglia appartenente a quei poveri di Israele che formano il vero popolo di Dio. Per il primogenito maschio, che secondo la Legge di Mosรจ รจ proprietร di Dio, era invece prescritto il riscatto, stabilito nellโofferta di cinque sicli, da pagare ad un sacerdote in qualunque luogo. Ciรฒ a perenne memoria del fatto che, al tempo dellโEsodo, Dio risparmiรฒ i primogeniti degli ebrei (cfย Esย 13,11-16).
ร importante osservare che per questi due atti โ la purificazione della madre e il riscatto del figlio โ non era necessario andare al Tempio. Invece Maria e Giuseppe vogliono compiere tutto a Gerusalemme, e san Luca fa vedere come lโintera scena converga verso il Tempio, e quindi si focalizzi su Gesรน che vi entra. Ed ecco che, proprio attraverso le prescrizioni della Legge, lโavvenimento principale diventa un altro, cioรจ la โpresentazioneโ di Gesรน al Tempio di Dio, che significa lโatto di offrire il Figlio dellโAltissimo al Padre che lo ha mandato (cf Lc 1,32.35).
Questa narrazione dellโEvangelista trova riscontro nella parola del profeta Malachia che abbiamo ascoltato allโinizio della prima Lettura: ยซCosรฌ dice il Signore Dio: โEcco, io manderรฒ un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerร nel suo tempio il Signore che voi cercate; e lโangelo dellโalleanza, che voi sospirate, eccolo venire โฆ Egli purificherร i figli di Levi โฆ perchรฉ possano offrire al Signore unโofferta secondo giustiziaยป.
Chiaramente qui non si parla di un bambino, e tuttavia questa parola trova compimento in Gesรน, perchรฉ ยซsubitoยป, grazie alla fede dei suoi genitori, Egli รจ stato portato al Tempio; e nellโatto della sua ยซpresentazioneยป, o della sua ยซoffertaยป personale a Dio Padre, traspare chiaramente il tema del sacrifico e del sacerdozio, come nel passo del profeta. Il bambino Gesรน, che viene subito presentato al Tempio, รจ quello stesso che, una volta adulto, purificherร il Tempio (cfย Gvย 2,13-22;ย Mcย 11,15,19 e par.) e soprattutto farร di se stesso il sacrificio e il sommo sacerdote della nuova Alleanza.
Questa รจ ancheย la prospettiva della Lettera agli Ebrei, cosรฌ che il tema del nuovo sacerdozio viene rafforzato: un sacerdozio โ quello inaugurato da Gesรน โ che รจ esistenziale: ยซProprio per essere stato messo alla prova e aver sofferto personalmente, egli รจ in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la provaยป (cf Eb 2,18). E cosรฌ troviamo anche il tema della sofferenza, molto marcato nel brano evangelico, lร dove Simeone pronuncia la sua profezia sul Bambino e sulla Madre: ยซEgli รจ qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione โ e anche a te [Maria] una spada trafiggerร lโanimaยป. La ยซsalvezzaยป che Gesรน porta al suo popolo, e che incarna in se stesso, passa attraverso la croce, attraverso la morte violenta che Egli vincerร e trasformerร con lโoblazione della vita per amore.
Questa oblazione รจ giร tutta preannunciata nel gesto della presentazione al Tempio, un gesto certamente mosso dalle tradizioni dellโantica Alleanza, ma intimamente animato dalla pienezza della fede e dellโamore che corrisponde alla pienezza dei tempi, alla presenza di Dio e del suo Santo Spirito in Gesรน. Lo Spirito, in effetti, aleggia su tutta la scena della presentazione di Gesรน al Tempio, in particolare sulla figura di Simeone, ma anche di Anna. ร lo Spirito ยซParaclitoยป, che porta la ยซconsolazioneยป di Israele e muove i passi e il cuore di coloro che la attendono. ร lo Spirito che suggerisce le parole profetiche di Simeone e Anna, parole di benedizione, di lode a Dio, di fede nel suo Consacrato, di ringraziamento perchรฉ finalmente i nostri occhi possono vedere e le nostre braccia stringere ยซla sua salvezzaยป.
ยซLuce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israeleยป: cosรฌ Simeone definisce il Messia del Signore, al termine del suo canto di benedizione. Il tema della luce, che riecheggia il primo e il secondo carme del Servo del Signore, nel Deutero-Isaia (cf Is 42,6; 49,6), รจ fortemente presente in questa liturgia. Essa, infatti, รจ stata aperta da una suggestiva processione. Processione dove abbiamo portato i ceri accesi. Questo segno, specifico della tradizione liturgica di questa Festa, รจ molto espressivo. Manifesta la bellezza e il valore della vita consacrata come riflesso della luce di Cristo; un segno che richiama lโingresso di Maria nel Tempio: la Vergine Maria, la Consacrata per eccellenza, portava in braccio la Luce stessa, il Verbo incarnato, venuto a scacciare le tenebre dal mondo con lโamore di Dio.
Oggi รจ anche la festa dei religiosi, la giornata della vita consacrata. Ebbene, come comportarsi quando un figlio, o una figlia, dovesse manifestare il proposito di consacrarsi totalmente al Signore, abbracciando la vita religiosa o sacerdotale? Ci sono famiglie, che pure si professano cristiane, dove la notizia di una vocazione viene accolta con tristezza, come fosse una disgrazia. Quante volte i genitori cercano di dissuadere i figli dal seguire la loro strada! Dovrebbe essere piuttosto un onore e una gioia per dei genitori cristiani, quando un figlio decide di dedicarsi e donarsi al Signore. I genitori, dunque, non devono ostacolare i loro figli in questa non facile scelta, ma accompagnarli, come accompagnano gli altri figli allโaltare, nel giorno del loro matrimonio. Molti genitori, col passare degli anni, hanno sentito il bisogno di chiedere scusa al figlio sacerdote o alla figlia suora, per non averli capiti in tempo.
Alla luce di questa scena evangelica guardiamo alla vita consacrata come ad un incontro con Cristo: รจ Lui che viene a noi, portato da Maria e Giuseppe, e siamo noi che andiamo verso di Lui, guidati dallo Spirito Santo. Ma al centro cโรจ Lui. Lui muove tutto, Lui ci attira al Tempio, alla Chiesa, dove possiamo incontrarlo, riconoscerlo, accoglierlo, abbracciarlo.
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La gioia della vita consacrata passa necessariamente attraverso la partecipazione alla Croce di Cristo. Cosรฌ รจ stato per Maria Santissima. La sua รจ la sofferenza del cuore che forma un tuttโuno col Cuore del Figlio di Dio, trafitto per amore. Da quella ferita sgorga la luce di Dio, e anche dalle sofferenze, dai sacrifici, dal dono di se stessi che i consacrati vivono per amore di Dio e degli altri si irradia la stessa luce, che evangelizza le genti.
Nella festa della Presentazione, in ricordo di Gesรน che fu proclamato da Simeone ยซluce delle gentiยป, vengono benedette delle piccole candele che ognuno poi, se vuole, puรฒ portare a casa. Per questo la festa veniva chiamata popolarmente la festa della ยซCandeloraยป, ossia la festa delle ยซluciยป. Ringraziamo Cristo per il dono della fede e preghiamolo affinchรฉ, per intercessione della Vergine Maria, ci aiuti ad essere luce per gli altri e vivere appieno la nostra vocazione per la salvezza del mondo. Amen!
Don Lucio D’Abbraccio
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