Cintura allacciata, lampada accesa: pronti per la felicita?
Quante volte al giorno controlliamo il telefono? Aspettiamo un messaggio importante, una notifica, una chiamata che potrebbe cambiarci la giornata. Viviamo in uno stato di attesa costante. Aspettiamo il fine settimana per riposare, le ferie per viaggiare, lo stipendio per pagare le bollette. Lโattesa fa parte della nostra vita. Ma cโรจ unโattesa piรน profonda, piรน importante, di cui ci parla Gesรน nel Vangelo di oggi. Unโattesa che non genera ansia, ma che apre alla vera felicitร .
Il Vangelo di Luca che abbiamo ascoltato inizia con una frase che รจ una carezza per lโanima: ยซNon temere, piccolo gregge, perchรฉ al Padre vostro รจ piaciuto dare a voi il Regnoยป. In un mondo che ci spinge a temere tutto โ il futuro, la malattia, il non farcela โ Gesรน ci dice: ยซFidati. Non sei soloยป. Il Padre non รจ un padrone esigente, ma un Papร che vuole donarci la cosa piรน bella che ha: la sua casa, la sua gioia, il suo Regno.
Subito dopo, perรฒ, Gesรน ci dร unโindicazione pratica che sembra andare controcorrente: ยซVendete ciรฒ che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieliยป. Attenzione, non ci sta chiedendo di diventare tutti dei senzatetto. Ci sta chiedendo di fare un ยซcheck-upยป al nostro cuore. Dove stiamo investendo le nostre energie, il nostro tempo, i nostri affetti? Siamo onesti: quante cose accumuliamo pensando che ci diano sicurezza? Lโultimo smartphone, lโauto nuova, i vestiti firmati. E poi viviamo con lโansia che si rovinino, che ce li rubino, che passino di moda. Gesรน ci suggerisce un investimento molto piรน redditizio e sicuro: investire in amore.
Il ยซtesoro nei cieliยป non รจ qualcosa di astratto che avremo solo dopo la morte. Il tesoro nei cieli lo costruiamo qui, oggi. Ogni volta che rinunciamo a un poโ del nostro tempo per ascoltare un amico in difficoltร , stiamo mettendo da parte un tesoro. Ogni volta che aiutiamo un collega in ufficio senza aspettarci nulla in cambio, la nostra ยซborsa celesteยป si riempie. Ogni volta che perdoniamo chi ci ha offeso, stiamo depositando un capitale dโamore che nessuno potrร mai portarci via. Questo รจ il tesoro che non teme nรฉ ladri nรฉ tarme.
E come si custodisce questo tesoro? Gesรน ce lo spiega con unโimmagine molto concreta: ยซSiate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade acceseยป. Pensate a un vigile del fuoco o a un medico del pronto soccorso. Non possono permettersi di dormire profondamente. Devono essere sempre pronti a scattare al primo allarme. Oppure, un esempio ancora piรน vicino a noi: pensate a una mamma o a un papร con un bambino piccolo. Anche quando dormono, hanno un orecchio teso, pronti a svegliarsi al minimo lamento. Non รจ unโattesa passiva, spaparanzati sul divano. ร unโattesa attiva, dinamica, amorevole.
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Essere ยซprontiยป nella vita spirituale significa proprio questo: vivere ogni istante con intensitร e amore. Significa tenere la ยซlampada dellโattenzioneยป accesa per riconoscere il Signore che passa. E il Signore non passa con tuoni e fulmini. Passa nella richiesta di aiuto di un vicino anziano, passa nella pazienza che dobbiamo avere con i nostri figli dopo una giornata di lavoro, passa nel sorriso che regaliamo alla cassiera del supermercato. Il Signore bussa alla nostra porta continuamente. Siamo pronti ad aprirgli o siamo troppo distratti dalle nostre cose?
A questo punto, Pietro, che รจ un poโ come noi, pratico e diretto, chiede a Gesรน: ยซSignore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?ยป. E Gesรน risponde allargando il discorso. Parla di un amministratore a cui รจ stata affidata una casa. Se questo amministratore fa il suo dovere, si prende cura degli altri, distribuisce il cibo al momento giusto, allora sarร beato. Ma se pensa: ยซIl mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsiยปโ, allora quando il padrone tornerร allโimprovviso saranno guai.
Ebbene, noi siamo questi amministratori. Dio ci ha affidato la sua ยซcasaยป: la nostra vita, la nostra famiglia, i nostri talenti, la nostra comunitร , il nostro mondo. Cosa ne stiamo facendo? Stiamo usando i doni che abbiamo ricevuto โ chi sa cucinare, chi sa ascoltare, chi ha doti organizzative, chi sa pregare โ per servire gli altri, per ยซdare la giusta parte di cibo a tempo debitoยป? Oppure ci comportiamo come se tutto ci fosse dovuto e pensiamo solo a noi stessi?
La frase finale di Gesรน รจ forte, ma รจ una grande veritร : ยซA chiunque fu dato molto, molto sarร chiestoยป. Non รจ una minaccia, ma una chiamata alla responsabilitร . Se abbiamo ricevuto lโamore di una famiglia, ci รจ chiesto di restituire amore. Se abbiamo ricevuto il dono della fede, ci รจ chiesto di testimoniarla con gioia. Non dobbiamo avere paura, ma sentire la bellezza di questa fiducia che Dio ha in noi.
Cโรจ un grande Padre della Chiesa, SantโAgostino, che riassume tutto questo con una frase potentissima: โTimeo Iesum transeuntem et non revertentemโ, che significa: โHo paura che Gesรน passi e non ritorniโ. Non รจ la paura che paralizza, ma quel sano timore di sprecare unโoccasione dโoro. La paura di essere cosรฌ presi da noi stessi da non accorgerci di Lui che ci passa accanto, oggi, nella nostra vita.
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E chi meglio della Madonna ha saputo vivere questa attesa vigile e feconda? Maria รจ la donna dellโ โEccomiโ. Allโannuncio dellโAngelo non ha perso tempo. Con la cintura giร allacciata e la lampada della fede accesa, si รจ messa subito in viaggio per servire la cugina Elisabetta. Ha custodito ogni parola e ogni evento nel suo cuore, trasformandolo nel tesoro piรน prezioso. ร stata lโamministratrice fedele per eccellenza, rimanendo pronta e presente fino al momento piรน buio, ai piedi della croce. Lei non ha mai smesso di attendere e sperare.
Chiediamo a Lei, nostra Madre, di insegnarci lโarte di questa attesa santa. Che ci aiuti a tenere le cinture dellโamore sempre allacciate e la lampada della fede sempre accesa, per non lasciarci sorprendere dalla vita, ma per essere sempre pronti ad accogliere il Signore e a trovare, nel servizio, la vera e piena felicitร . Amen!
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
Chi รจ Don Lucio D’Abbraccio?
Don Lucio D’Abbraccio
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