Chi sono i Santi? La risposta sei tu!
Oggi celebriamo una delle feste piรน belle, e forse piรน fraintese, del nostro anno liturgico: la Solennitร di Tutti i Santi.
Se vi chiedessi di pensare a un santo, probabilmente vi verrebbe in mente una statua in chiesa, un volto austero in un quadro antico o una persona che ha compiuto miracoli straordinari secoli o anni fa. Pensiamo a San Francesco, a Santa Chiara, a San Pio. E facciamo bene: sono giganti della fede, fari luminosi nel cammino cristiano. Ma se ci fermassimo solo a questo, ci sfuggirebbe il cuore pulsante di questa festa.
La festa di Tutti i Santi non รจ solo la celebrazione dei โgrandi nomiโ del calendario. ร la festa di quella folla immensa di cui parla lโApocalisse: ยซUna moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribรน, popolo e linguaยป.
Chi sono queste persone? Sono i nostri nonni che ci hanno insegnato il segno della croce con le mani tremanti. Sono quella mamma che, tra mille sacrifici, ha cresciuto i suoi figli con amore e onestร . Sono quel papร che torna a casa stanco dal lavoro ma trova sempre un sorriso per la famiglia. Sono quellโinfermiere che, nella notte, offre una parola di conforto a un malato solo. Sono quel ragazzo che, a scuola, sceglie di non prendere in giro un compagno piรน debole, anche se rischia di essere escluso dal gruppo.
Questa รจ la folla dei santi: persone normali, con le nostre stesse fragilitร , che hanno cercato di vivere un amore grande nel quotidiano. La santitร non รจ lโassenza di difetti, ma la presenza traboccante dellโamore di Dio nel cuore.
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Ma come si diventa santi? San Giovanni, nella seconda lettura, ci dร una risposta che dovrebbe farci tremare di gioia: ยซVedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!ยป.
Non diventeremo figli di Dio un giorno, in Paradiso. Lo siamo adesso, qui, in questo istante. Nel Battesimo il Padre ci ha adottati e ha impresso sul nostro cuore il suo sigillo dโamore. La santitร , allora, non รจ uno sforzo eroico per diventare qualcosa che non siamo, ma รจ il lento e paziente sbocciare di ciรฒ che giร siamo: figli amati del Padre.
Pensate a un bambino che impara a camminare: cade, si rialza, piange, cerca la mano del papร . Non smette di essere figlio perchรฉ cade; anzi, รจ proprio nella caduta che sperimenta di piรน lโamore del genitore che lo solleva e lo incoraggia. Cosรฌ รจ anche il nostro cammino di fede: il santo non รจ chi non cade mai, ma chi si lascia rialzare da Dio con umiltร .
Come lโacqua che trova sempre un varco tra le pietre, cosรฌ la grazia di Dio continua a scorrere nella nostra vita, anche quando la strada sembra bloccata. E come il sole che illumina ogni cosa, anche quando le nuvole lo nascondono, cosรฌ lโamore di Dio non smette mai di splendere sul nostro cuore.
Se il Battesimo ci rende figli, le Beatitudini sono la scuola in cui impariamo a vivere da figli. Non sono un elenco di regole, ma il ritratto di Gesรน e, di conseguenza, del cristiano, del santo โdella porta accantoโ. E sono completamente controcorrente.
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Beati i poveri in spirito: il mondo dice โsii ricco, accumula, sii autosufficienteโ. Gesรน dice: beato te quando riconosci di aver bisogno di Dio e degli altri. Beato te quando non ti vergogni di dire โnon ce la faccio da solo, aiutamiโ. La povertร di spirito รจ quella dellโimprenditore che, pur avendo successo, affida a Dio il suo lavoro. ร quella dello studente che prega prima di un esame, non per un miracolo, ma per avere la serenitร di dare il meglio. ร quella di chi, come un GPS spirituale, si lascia orientare dalla Parola di Dio quando ha perso la direzione.
Beati i miti: il mondo ci dice โsii aggressivo, imponiti, alza la voceโ.
Gesรน dice: beato te, quando rispondi con la gentilezza alla maleducazione. Beato quel genitore che, invece di urlare a un figlio che ha sbagliato, usa la dolcezza per correggerlo. Beato quellโautomobilista che, invece di suonare il clacson allโimpazzata, fa un respiro profondo e lascia passare. La mitezza non รจ debolezza ma รจ la forza di chi controlla la propria rabbia, di chi vince lโira con la pace del cuore.
Beati i misericordiosi: il mondo ci dice โchi sbaglia paga, non perdonareโ.
Gesรน dice: beato te, quando sei capace di perdonare quel parente con cui non parli da anni per una stupida questione di ereditร . Beato te, quando dai una seconda possibilitร a un amico che ti ha deluso. Perchรฉ anche noi, ogni giorno, camminiamo in โvalli oscureโ e abbiamo bisogno infinito della misericordia del nostro Buon Pastore.
Beati gli operatori di pace: il mondo vive di conflitti. Gesรน dice: beato te quando costruisci ponti dove altri alzano muri. Quando in ufficio smorzi un pettegolezzo, quando in famiglia cerchi la riconciliazione. La pace non รจ assenza di rumore, ma presenza dโamore, come in una casa che ritrova lโunitร dopo una tempesta.
Santโ Agostino diceva che le Beatitudini sono ยซla perfetta descrizione della vita cristianaยป. Non sono un ideale irraggiungibile, ma una strada quotidiana, un sentiero che si illumina passo dopo passo al sole della grazia.
La santitร non รจ un privilegio per pochi eletti: รจ la vocazione di tutti. Oggi celebriamo il nostro โonomastico spiritualeโ, la festa del nostro destino di figli amati.
In questo cammino non siamo soli: Maria, Regina di Tutti i Santi, ci accompagna come madre e maestra. Lei ha vissuto le Beatitudini in modo perfetto: รจ stata povera in spirito nel suo โsรฌโ, mite nel silenzio, pura di cuore, operatrice di pace. Cammina accanto a noi come il sole che sorge dopo la notte, come acqua viva che disseta il cuore arido.
E allora scegliamo una Beatitudine e mettiamola in pratica questa settimana: perdona una persona, consola chi soffre, dona pace dove cโรจ tensione. Cosรฌ, passo dopo passo, entreremo anche noi in quella folla immensa di amici di Dio, dove Maria e tutti i santi ci attendono nella gioia eterna. Amen!
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
Chi รจ Don Lucio D’Abbraccio?
Don Lucio D’Abbraccio
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