Dallo stupore all’impegno
Niente accade per caso nella nostra vita! Non fu un caso che quel giorno, a causa della folla che si accalcava attorno a Lui, Gesù chiese a Simone di utilizzare la sua barca per poter parlare più agevolmente alla moltitudine. Ciò che poteva sembrare una semplice coincidenza, dovuta alla necessità di utilizzare quella barca come podio da cui parlare alla gente, divenne per Simone l’occasione dell’incontro più importante della sua vita.
Anche per noi è così. Spesso ci lasciamo trasportare dalle cose che ci accadono senza darci alcun peso, o addirittura lamentandoci e vedendole come una maledizione, ma in realtà – se viviamo nella fede – ci rendiamo conto che nulla accade per caso, ma che siamo immersi in un disegno sempre più grande.
La fede non è mai un percorso forzato e opprimente, ma richiede sempre di nuovo l’adesione personale ad una proposta liberante: così fu per Simone, che prese sul serio le parole del Maestro, senza temere il mare aperto e senza lasciarsi bloccare dalla sua esperienza e dal suo “ho sempre fatto così”.
Fidarsi del Signore richiede capacità di abbandono, di fiducia, di superare i pregiudizi e i calcoli umani più o meno grandi che possono abitare nel nostro cuore, per abbracciare la Parola che ci illumina e ci guida, in percorsi che spesso non possiamo neppure immaginare. Quando però ci lasciamo guidare, non c’è spazio per la delusione, perché qualcosa di grande e inaspettato arriva sempre.
Non si tratta semplicemente di una magra consolazione psicologica, ma di un’esperienza che ci cambia, ci trasforma profondamente, non lasciandoci come ci ha trovato. Questa dinamica si coglie in quel senso di inadeguatezza che Pietro sperimenta di fronte al Maestro. Ogni esperienza cristiana e vocazionale ha sempre in sé questo senso di stupore ed inadeguatezza.
Se davanti al Signore e ai suoi doni non siamo capaci di stupirci, ma diamo tutto per scontato o peggio per dovuto, dovremmo onestamente chiederci se lo abbiamo incontrato veramente! Dallo stupore, infatti, scaturisce l’impegno vero, esistenziale.
Non si può tornare semplicemente ai modi precedenti, ma tutto cambia, quando il Signore è nella nostra vita. Così è stato per Pietro, così è stato per i figli di Zebedeo, così dovrebbe essere per ciascuno di noi, quando abbiamo incontrato veramente il Signore.
Non è una semplice gioia da trattenere nel nostro intimo, ma è un fuoco che ci brucia dentro, da comunicare, condividere e vivere fino in fondo.
Per gentile concessione di don Luciano Labanca, dal suo sito.
